AVEZZANO La marsica ,paesi e frazioni

Paterno nel 1954, pur desiderando l’autonomia amministrativa, divenne definitivamente frazione di Avezzano.

i resti della parte vecchia di Paterno

di Matteo Biancone

Il territorio di Paterno, frazione di Avezzano ce ne parla Matteo Biancone ,, è abitato fin dalla Preistoria, come dimostrano i ritrovamenti avvenuti in località pianura di Cellitto negli anni settanta, promossi dall’Università di Pisa. Antiche popolazioni si stabilirono nella zona fin dal Neolitico per le buone condizioni di vita offerte dal vicino Lago di Fucino. Sembra sia stato poi un territorio conteso da Equi e Marsi. Si ricordano due ocres (aggregati di case), uno era in località San Silvestro, l’altro era in località Porciano, mentre due oppida (fortificazioni), probabilmente risalenti al IV secolo a.C., erano costruiti più in alto per scopi militari.

Muzio Febonio (la cui biografia è stata qui pubblicata il 9 dicembre 2021 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=5502 in Historia Marsorum scrive di una fortezza militare sulla collina di Paterno.

Si dice che il centro urbano sia sorto in epoca romana intorno alla Villa del console Paterno e nel Medioevo il centro crebbe poiché vi confluirono persone provenienti dai vicini villaggi, colpiti dalle esondazioni del Lago Fucino. Il nome Paterno, secondo quanto scrive Leone Marsicano(la cui biografia è stata qui pubblicata il 3 dicembre 2021 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=5359  ), viene citato per la prima volta in un documento nel 774 quando Ildebrando, Re dei Longobardi e Duca di Spoleto, donò all’Abbazia di Montecassino la Chiesa di San Giorgio a Paterno con 500 moggi di terra e il diritto di pesca nel Lago Fucino.

Paterno, i cui abitanti parteggiarono per Federico II di Svevia, furono puniti da Tommaso Berardi, Conte del Molise e di Celano, che distrusse l’abitato. Nel XIII secolo Paterno passò sotto il controllo della contea di Celano e vi rimase per lungo tempo. Esposto a continue traversie durante le lotte tra Orsini e Colonna (molto importante strategicamente è in quel periodo la “rocca” di Paterno), passa definitivamente sotto il dominio dei Colonna (e quindi del Ducato di Tagliacozzo) nel 1511.

Nel 1647-1648 il paese venne saccheggiato durante la rivolta di Masaniello. Nello stesso periodo per la sua importanza si costituì come Universitas (ente simile ai Comuni del Nord, ma con minore autonomia) e smise di essere tale nel 1806, quando le Universitas vennero abolite con l’abrogazione del Feudalesimo da parte di Giuseppe Bonaparte, re di Napoli. Nello stesso anno Paterno perse la sua autonomia diventando frazione del Comune di Celano. Dopo il prosciugamento del Lago Fucino da parte di Torlonia, terminato nel 1876, Paterno si ingrandì come molti centri abitati intorno al Fucino. Il paese dopo la distruzione provocata dal terremoto della Marsica del 1915, al quale sopravvissero solo 360 persone su duemila abitanti, fu riedificato più a valle. Durante la Seconda Guerra Mondiale Paterno, vicino alla Tiburtina Valeria, subì molti bombardamenti dagli Alleati per colpire i convogli militari e i depositi di bombe tedeschi, i quali si supponeva erroneamente che stessero vicini alla distrutta fontana di Pietragrossa. Nel 1954 Paterno, pur desiderando l’autonomia amministrativa, divenne definitivamente frazione di Avezzano.

Sull’origine del nome di Paterno non ci sono notizie certe, nell’etimologia tradizionale viene collegato a una villa di epoca romana la quale sarebbe stata chiamata fundus Paternianus dal nome del suo antico proprietario, sulla cui identità non si hanno certezze. Pietro Antonio Corsignani (la cui biografia è stata qui pubblicata il 28 novembre 2021 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=5232 ), Rosato Sclocchi (la cui biografia è stata qui pubblicata il 21 gennaio 2022 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=6347) ed Andrea Di Pietro (la cui biografia è stata qui pubblicata il 19 dicembre 2021 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=5076) sostennero l’ipotesi che si trattasse del console Paterno, non chiarendo però di quale console o prefetto del pretorio si potesse trattare, dal momento che ce ne furono diversi con questo nome. Lo storico marsicano Fabiano Blasetti alla fine del XIX secolo propose l’ipotesi che potesse essere Ovinio Paterno, praefectus urbi nell’anno 281.

A Paterno ci sono attualmente una chiesa e un santuario. La Chiesa più recente, che è dedicata a San Sebastiano, costruita nel 1938, riprende il nome di una chiesa antica.

Il Santuario dedicato a Sant’Onofrio, risale molto probabilmente al XVI secolo, già conosciuto come Eremo di Sant’Onofrio; subì molti danni con il terremoto della Marsica del 1915 e fu ristrutturato dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Dagli storici sono menzionate le due chiese antiche, ora distrutte, di San Salvatore e di San Sebastiano. Sulla chiesa di San Salvatore del XIII secolo, Ignazio Carlo Gavini (la cui biografia è stata qui pubblicata il 24 febbraio 2022) scrive che potrebbe essere appartenuta a un monastero benedettino sito vicino alla Via Valeria, del quale non ci restano epigrafi o documenti, e racconta che erano rimasti dei ruderi che vennero però abbattuti nel 1887 per realizzare i lavori di costruzione della ferrovia. Dalla distruzione Antonio De Nino salvò il portale della chiesa, che venne portato a Celano e infisso nella Chiesa del Carmine. Attualmente il portale della Chiesa di San Salvatore è esposto nel cortile del Castello Piccolomini di Celano, dove è ubicato il Museo d’Arte Sacra della Marsica. Al portale mancano alcune parti, ma quello che resta ci mostra la sua importanza e la grandiosità della chiesa scomparsa.

L’antica chiesa di San Sebastiano, risalente all’inizio del 1500, stando all’iscrizione che riporta l’anno 1507, secondo il Gavini costituiva “con la sua data un nuovo caposaldo tra i più tardi esempi di derivazione gotica esistenti in Abruzzo”. Il portale della distrutta chiesa di San Sebastiano è attualmente depositato nei locali sotterranei del Palazzo Comunale di Avezzano.

Fonti:

  • “Paterno (Avezzano)” da Wikipedia  https://it.wikipedia.org/wiki/Paterno_(Avezzano)
  • “Guida ai monumenti storici e artistici della Marsica” di Ignazio Carlo Gavini, Adelmo Polla Editore, Agosto 2000, estratto da “Storia dell’Architettura in Abruzzo” di I. C. Gavini, 1927/1928
  • “Celano Monumenti storici e artistici” di Nazzareno Mascitti, Adelmo Polla Editore, Maggio 1988
  • “Capolavori d’arte al Castello Piccolomini di Celano” a cura di Lucia Arbace ed Emilia Ludovici -Quaderni a cura del Polo Museale dell’Abruzzo, Edizioni ZiP, Luglio 2018
  • “La Città di Avezzano storia e segni di vita passata” a cura di Flavia de Sanctis, Avezzano, 2020

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