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Il Venerdì -Matteo Biancone ci fa conoscere scrittori che hanno scritto della Marsica -oggi parliamo di “Rosato Sclocchi”

Rosato Sclocchi  uomo di cultura scrisse “L’Elegia al Lago Fucino”, che nel corso della sua vita aveva visto prosciugare, Il tono malinconico lascia trasparire l’amore per il lago e per la propria terra e il dolore per la scomparsa di una natura antica.

 Altra sua opera   “Storia dei Marsi dalle età più antiche al 1911”, parte prima, così Rosato Sclocchi scrive della Guerra sociale:

La guerra di cui passo a favellare si disse marsa, perché promossa, più che da ogni altro, dal marso Q. Poppedio Silone; sociale, perché tra Roma ed i suoi confederati; italica, perché estesa in tutta Italia.

Dirò di alcuni tra i tanti prodigi, che le terribili vicende di questa guerra fecero apparire alle fantasie popolari, giacché Cicerone e Plinio non credettero inopportuno il tramandare memoria ai posteri. Parve che le statue di Ercole e di altri Dei sudassero; che i due mirti ab antico piantati innanzi al tempio di Quirino e detti l’uno Patrizio, altro Plebeo , si avvicendassero in mostrarsi più o men vegeti e rigogliosi a seconda delle vittorie italiche o romane; che nella marsica una donna ingenua di nome Alcippe partorisse un elefante, ed  un’ancella un serpente.

Alcuni testi dello scrittore si possono consultare presso l’AIA dei Musei Avezzano

Rosato Sclocchi

Nacque a Pescina il 7 Dicembre 1828 da Tommaso e Carolina San Benedetto, proprietari terrieri. Giovinetto fu avviato allo studio dal Parroco di S. Sebastiano, paese vicino Pescina, e il padre, viste le sue capacità, fece in modo che proseguisse gli studi prima presso i Gesuiti a L’Aquila poi all’Università di Napoli, dove Sclocchi si laureò in legge.

Con la morte del padre dovette far ritornò a Pescina, dove si occupò di amministrare il patrimonio di famiglia e iniziò anche ad esercitare la professione di avvocato in cause civili e penali.

Dopo la costituzione del Regno d’Italia venne nominato Sindaco di Pescina, ma non accettò l’incarico.  Venne poi eletto per due volte Consigliere e Deputato Provinciale, nel 1877 e nel 1887. Dal mese di aprile al mese di dicembre del 1889, ricoprì incarichi anche nella Giunta Provinciale. Fu membro della Giunta Provinciale di Statistica dal 1887 al 1910 e membro della Commissione di Vigilanza della Scuola di “Arti e Mestieri` dell’Aquila dal 1887 al 1910.

Sclocchi fu anche membro dei Consiglio Provinciale Scolastico dal 1894 al 1903, nonché delegato scolastico del mandamento dell’Aquila. Fu nominato al Regio Provveditorato agli Studi e durante il suo mandato presenziò alla inaugurazione ufficiale del Ginnasio di Avezzano. Fu inoltre membro di varie Accademie. Venne insignito dal Re d’Italia della Croce di Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro. Nel 1887 fu tra i primi quaranta sottoscrittori della Costituzione della Società di Storia Patria degli Abruzzi della quale fu Socio Fondatore.

Quale membro della Società di Storia Patria degli Abruzzi intervenne a congressi nazionali. Tra l’altro il 14 Luglio 1902 collaborò con un saggio sul Bollettino della Società di Storia Patria in occasione del III Centenario della nascita del Cardinale Giulio Raimondo Mazzarino (Pescina 14 Luglio 1602) con il titolo: “III° Centenario della nascita di Giulio Mazzarini 14 Luglio 1602”.

Sclocchi, che ebbe due mogli, la prima morta giovanissima nel 1870, la seconda deceduta nel 1912, morì all’età di 85 anni il 26 Gennaio 1913 nella sua abitazione di Pescina.

Egli, dopo aver esercitato per anni la professione di avvocato e aver ricoperto molti incarichi importanti, in tarda età si era ritirato dall’attività e si era dedicato con particolare impegno alle ricerche storiche. Ecco cosa scrisse nella prefazione del 1° libro della Storia dei Marsi:” In età grave, libero da uffici pubblici e da cure forensi io sentii il bisogno di confrontare la mia vecchiaia con altri studi, che valessero a sostenermi ancora in qualche servizio alla patria….”.

Sclocchi ricercò con lena notizie della storia locale nei numerosi archivi frequentati: Biblioteca del Seminario Vescovile di Pescina, Archivio Capitolare Vescovile dei Marsi in Pescina, Archivio Comunale di Avezzano, Archivio Notarile di Avezzano, Archivio Comunale di Celano, Archivio Provinciale dell’Aquila, Archivio del Vaticano,  lesse manoscritti (ormai persi) dei pescinesi Giuseppe Melchiorre, Marino Tomassetti, Luigi Colantoni e altri in suo possesso; consultò numerosi autori antichi (Livio, Plinio, Ovidio. ecc.) e moderni (Leosini, Colucci, Antinori, Muratori, Brogi, Terra – Abrami, ecc.). Una ricerca scrupolosa che portò alla stesura della “Storia dei Marsi dalle età più antiche al 1911”, in tre volumi, dei quali due pubblicati postumi dal nipote Mariano Jacobucci.

Sclocchi scrisse anche “L’Elegia al Lago Fucino”, che nel corso della sua vita aveva visto prosciugare. Il tono malinconico lascia trasparire l’amore per il lago e per la propria terra e il dolore per la scomparsa di una natura antica.

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fonti:

– “Rosato Sclocchi” Testi a cura di Diocleziano Giardini – tratto dal giornale “La valle del Giovenco”, dal sito Terremarsicane.it https://www.terremarsicane.it/rosato-sclocchi/

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1 comment

Paterno nel 1954, pur desiderando l’autonomia amministrativa, divenne definitivamente frazione di Avezzano. – Centro Giuridico Del Cittadino 23 Aprile 2023 at 07:19

[…] ), Rosato Sclocchi (la cui biografia è stata qui pubblicata il 21 gennaio 2022 https://centrogiuridicodelcittadino.com/?p=6347) ed Andrea Di Pietro (la cui biografia è stata qui pubblicata il 19 dicembre 2021 […]

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