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Cese (AQ)-Altarino di San Barnaba o Santa Barbara

Altare-di-San-Barnaba-o-Santa-Barbara-Cese

di Matteo Biancone

Non sono solo le religioni pagane ad avere misteri persi nella nebbia del tempo, ma ormai anche il
cristianesimo è così antico da aver confuso l’origine e addirittura la vera denominazione di alcuni
luoghi sacri.
Anche nella nostra Marsica c’è un mistero di questo tipo, infatti a Cese, frazione di Avezzano, sul
Monte San Felice, c’è l’Altare o Altarino di San Barnaba o Santa Barbara, un piccolo altare in
pietra, sito vicino a resti di antiche mira, posto a non molta distanza dal Santuario della Madonna di
Pietraquaria, in una posizione che non è raggiungibile con l’auto, ma camminando attraverso
sentieri.
I nostri paesi erano ricchi di usanze legate al sentimento religioso e il territorio riporta i segni della
religiosità popolare, che con il passare del tempo viene talvolta raccontata in modo da non avere
interpretazioni univoche.
Ancora si discute su quale fosse l’originaria e vera denominazione dell’altare. Riporteremo in
questo articolo i pro e i contro a sostegno delle due ipotesi, se cioè l’altarino fosse dedicato a Santa
Barbara o a San Barnaba, secondo le ipotesi suggerite dagli autori Osvaldo Cipollone e Lorenzo
Cipollone nei loro scritti citati più sotto tra le fonti. Queste opinioni si basano solo su elementi
“indiziari”, dato che non si dispone di documentazione scritta che possa servire a collegare Cese
con l’uno o l’altro nome.
I pro a favore di San Barnaba sarebbero i seguenti.
Nel mese di giugno era usanza a Cese tenere una festa religiosa e recarsi a Monte San Felice, la
seconda domenica del mese, e San Barnaba è ricordato nel calendario dei santi proprio l’11 giugno,
mentre Santa Barbara è ricordata il 4 dicembre, sarebbe perciò strano pensare che la festa di giugno
fosse originata da un culto per la Santa, poiché in tempi antichi il mese di giugno era pieno di
impegni nel lavoro dei campi, mentre sarebbe stato più agevole ricordare la Santa a dicembre, come
previsto nel calendario.
Santa Barbara è la protettrice tra l’altro dei minatori, infatti è venerata a Capistrello, ove per
tradizione molti si dedicavano a questo lavoro, ma a Cese non ci sono questi mestieri che
potrebbero collegare il paese alla Santa. I Cesensi invece, dediti al lavoro agricolo e pastorale,
invocavano la protezione di san Barnaba per i loro campi, poiché san Barnaba in gioventù aveva
venduto i propri terreni per fare l’elemosina ai poveri, e ci si rivolge a lui anche affinché la grandine
non distrugga il raccolto.
Nel passato lo stendardo del Santo l’11 giugno veniva addobbato dai fedeli di Cese con spighe,
ciliegie e altri frutti di stagione, ma non venivano fatti fuochi d’artificio più attinenti alla Santa.
Chi pensa che l’altarino di cui si discute sia da considerare dedicato in realtà a San Barnaba, poi
confuso con Santa Barbara, ritiene possibile che, essendo la “lingua madre” del popolo il dialetto,
che modificava spesso le parole, dato la somiglianza tra Barnaba e Barbara, attraverso cambiamenti
fonetici potrebbe essere stato modificato Barnaba in Barbara.
I pro a favore di Santa Barbara, quale intestataria dell’altare, sono invece altri.
C’è chi sostiene che la teoria tradizionale è a favore di santa Barbara mentre quella a favore di san
Barnaba è più recente.
Nell’area di Cese e dintorni c’erano diversi ocres italici nell’antichità, costruiti in posizioni rialzate
per difendere il territorio e i pascoli, così nella memoria popolare il ricordo dei sanguinosi scontri e
delle morti violente avvenute in quella zona nell’antichità poteva essere ancora presente nel
medioevo e portare alla devozione per Santa Barbara che protegge anche contro le morti violente e
improvvise.
Cese, data la sua posizione, è soggetta a temporali, santa Barbara è anche protettrice dai fulmini e
venie invocata dal popolo “Santa Barbora me” e non “San Barnaba mì”.

Non ci sono prove che san Barnaba sia comprotettore di Cese, la parrocchia del paese è dedicata
alla Madonna, il compatrono è san Vincenzo, e tra le statue degli altri santi che vengono a turno
portate in processione non c’è quella di san Barnaba, né ci sono eventi della vita o del martirio del
Santo che si colleghino a Cese. Per chi ritiene che l’altare sia dedicato a Santa Barbara il fatto che si
vada a Monte San Felice la seconda domenica di giugno, che è vicina alla ricorrenza di San
Barnaba, è solo una coincidenza.
Fonti:

  • “Cese (Avezzano)” su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Cese_(Avezzano)
  • “SAN BARNABA O SANTA BARBARA ?” di Osvaldo Cipollone e Lorenzo Cipollone, in
    “La voce delle Cese”, Anno I Numero 2 – 18 giugno2006, Mensile gratuito della Pro-
    Loco di Cese dei Marsi, da lecese.it archiviato su web.archive.org e
    https://web.archive.org/web/20160407135705/http://www.lecese.it/sites/default/files/arc
    hiviofiles/LAVOCEDELLECESE_NR2.pdf

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