NOTIZIE Punto Pace Marsica

“Voci di Silenzio” (dall’eremo di Tubione) –  Tutti gli interessi e i diritti degli altri contano meno che nulla.


VOCI DI VALORE: “Noi ricordiamo i gravi doveri di coloro che hanno la responsabilità del potere. E aggiungiamo: che ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo. PACE! PACE!”
Non sono le parole di Papa Leone XIV, comunque da lui riprese con vigore evangelico: è l’appello che il 25 ottobre 1962 un altro Papa – Giovanni XXIII – rivolgeva ai contendenti e al mondo per scongiurare la crisi dei missili di Cuba. In quel “NOI” è ricompresa la comunità dei seguaci di Gesù Cristo in cammino nella storia, sulle orme del Vangelo.
La forza della ragione e del Diritto internazionale seppe allora prevalere sulle forze brutali nazionaliste e sovraniste. Il tempo che viviamo sembra avere rotto ogni equilibrio tra ragione e diritto.
Ce ne siamo tutti accorti all’inizio dell’anno, quando i notiziari del mattino ci dissero di una nazione (il Venezuela) violata con bombe, morti e rapiti. La preoccupazione è diventata angoscia perché a operare lo stupro era un’altra nazione – assai potente – che saluta il mondo con la statua della libertà.
Contemporaneamente si annunciava il supporto diretto dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Israele ai cittadini americani di due colonie in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale: un ulteriore passo in avanti nella legittimazione da parte dell’attuale Amministrazione statunitense dell’occupazione della Palestina e una violazione del diritto internazionale. Un atteggiamento che faceva seguito alle ciniche dichiarazioni di voler costituire una “Gaza beach” sulle tombe delle vittime dei bombardamenti, dei dispersi e dei decessi indiretti, il cui bilancio include decine di migliaia di bambini. Con un “cessate il fuoco” che l’organizzazione “Medici senza frontiere” denuncia come inefficace, infranto da continui e violenti attacchi da parte delle forze israeliane.
Negli ultimi giorni ci siamo tutti ritrovati davanti ad un altro fronte di guerra verso un altro Stato (l’Iran) che “necessita di destabilizzazione”, cioè e in altre parole, di sottomissione alle misure adottate da due Paesi che si dichiarano (e l’Occidente continua a chiamare) democratici.
Democrazie? Le battezziamo così perché i loro governanti verrebbero determinati da consultazioni popolari!! È sufficiente dire questo perché uno Stato possa dirsi “democratico”??
O Democrature? Cioè espressione del “potere” da parte di uno, rappresentante della cricca che lo attornia nella spartizione di quel potere!! Dittature che mostrano la medesima sintomatologia di esercizio del potere: le cosiddette democrazie che si vorrebbero esportare
verso Paesi dai regimi poco graditi e non conformi ai “propri” interessi. E queste dittature – che di democratico sembrano avere più nulla – non presentano forse metodi, forme e contenuti esattamente identici a quelli in essere nei Paesi che si vorrebbero destabilizzare e cambiare??
Potere (kratòs in greco) equivale a forza, potenza, dominio. Non ammettono nessun altro rivale. Il potere – da più di mezzo secolo – ne attesta le caratteristiche, significative di ogni sua azione: “in god we trust = Confidiamo in Dio”. Quale Dio? Quello della forza, del potere, del dominio del denaro, nelle forme sofisticate dell’era moderna: il sistema finanziario che stritola ogni altro soggetto di democrazia politica che non si asservisca e, pertanto deve essere addomesticato con l’intensità violenta delle armi e della guerra perpetua.
Chi presiede e governa quelle democrature si autopresenta sullo scenario mondiale addirittura come “il Messia” di quella religione. Non può tollerare chi si esprima e si muova su un’altra fede – che potrebbe significare fiducia, apertura, fraternità, diritto e cura dell’altro… – secondo i tratti del volto di un Dio ben diverso, mostrato da Gesù Cristo – Messia indesiderato, allora come oggi – e testimoniato, allora come oggi, dai suoi seguaci. Chi parla e opera secondo quest’altro stile deve essere respinto, isolato, tacitato: è il disprezzo che l’arroganza sta mostrando in questi giorni, senza alcun pudore o infingimento, senza più nemmeno preoccuparsi di creare un diversivo. Il predominio della finanza, quella più disumanizzante, rivela il vero volto di sé: ciò che è vitale per i potenti del mondo è mortale per tutti gli altri.
Oggi l’Italia si ritrova tra questi “altri”: i costi dell’energia ce lo stanno dicendo con estrema chiarezza. In un quadro che salda con estrema chiarezza il sodalizio di fondo tra gli oligarchi, autocrati e dittatori: cos’altro può essere stato l’incontro in Alaska di Ferragosto 2025 tra i presidenti di Stati Uniti e Russia, se non la pianificazione della spartizione delle forniture energetiche mondiali e il loro sfruttamento protetto dall’impiego degli armamenti prodotti dagli imperi finanziari?
Il resto è copertura reciproca (alla faccia del diritto internazionale) e inganno (alla faccia di ogni ragionevolezza), fuffa ben orchestrata. Dovremmo smetterla di etichettare quei governanti come pazzi, folli, squilibrati, ecc… Sono, al contrario, i veri ministri del sistema che li tiene – come democrature e dittature – al loro posto di Presidenti. Il “Capitale” non ha altra lealtà se non verso sé stesso. Tutti gli interessi e i diritti degli altri contano meno che nulla.
Altre grammatiche di economia e di pace sono possibili solo attraverso percorsi di cittadinanza e di pace sui territori, ritrovando insieme l’arte di restare umani.

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