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San Vincenzo Superiore (AQ)- Eremo della Madonna del Romitorio

di Matteo Biancone

Memorie da un lontano passato

L’Eremo della Madonna del Romitorio è sito a 625 m s.l.m. a meno di un chilometro dall’abitato di S. Vincenzo Vecchio, detto anche San Vincenzo Superiore, che è frazione del Comune di San Vincenzo Valle Roveto.

L’Eremo è un posto suggestivo, per raggiungerlo si percorre un ultimo tratto a piedi, lungo un sentiero piuttosto ampio che consente di ammirare un bel paesaggio verde, salvo che non si possa utilizzare un mezzo adatto. Il sentiero che si segue per giungere all’Eremo è parte del percorso denominato Trekking degli Ulivi, lungo circa 15 chilometri, che fa conoscere le bellezze paesaggistiche della zona ed è stato inserito anche in programmi del CAI.

Lungo il percorso che porta all’Eremo si trovano piccole edicole di legno dedicate alle stazioni della Via Crucis.

Come riportato anche nel cartellone esplicativo posto fuori al piccolo santuario, la struttura ha avuto probabilmente la sua origine nell’XI secolo, come piccola cappella costruita dai monaci cistercensi lungo l’antica strada che congiungeva Antino a Sora e tuttora il sentiero è percorribile sino al piccolo centro di  Morrea.

La cappella nella sua edificazione aveva come fulcro l’affresco rappresentante la Madonna con il Cristo  Morto, tuttora visibile, anche se sfocato, e  pertanto la chiesetta è talvolta indicata anche con il nome di Chiesa della Madonna della Pietà.

La prima menzione della cappella riportata in un testo scritto risalirebbe al 1598.

La cappella, che è realizzata in pietra ed ha un aspetto rustico, si presenta ora con un piccolo porticato davanti all’ingresso, mentre un fabbricato, sempre in pietra, costruito accanto alla cappella, porta al piano superiore dove sono gli alloggi, nati per gli eremiti ma anche come rifugio per i viandanti che trovavano nell’Eremo la possibilità di riposare e pregare.

La cappella porta il nome di “Madonna del Romitorio”,  probabilmente con riferimento alle caratteristiche del luogo solitario(romito) e lontano dall’abitato.

Nel tempo la struttura si era deteriorata e nella seconda metà dell’800 una signora del luogo,  Rachele Babusci, incaricò Alfonso Degni, muratore, di sistemarla come la vediamo oggi.

La cappella è circondata da spazi tenuti con cura.

Anche se troviamo la cappella chiusa si può vedere comunque l’interno, in quanto la chiesetta ha all’ingresso  un cancello di ferro costituito da sbarre piuttosto distanziate tra loro che consentono di vedere dentro e sulla parete in fondo, dietro l’altare, è visibile l’antico affresco della Madonna con Cristo Morto, tuttora distinguibile, sebbene sbiadito. Nella cappella è presente anche un quadro della Madonna con il Cristo deposto dalla Croce. 

La chiesetta, che scopriamo tra il verde delle piante a foglia caduca e i numerosi ulivi, la cui coltivazione  caratterizza da secoli  la Valle Roveto, è un segno della fede antica dei nostri antenati e tuttora è meta di fedeli. .    

 Fonti:

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