I VENERDI IN PRIMO PIANO

Gregorovius racconta tra i suoi viaggi italiani anche la visita fatta nella Marsica nel 1871, descrivendo il Lago di Fucino, ove già erano in atto i lavori per il prosciugamento. . Presso Trasacco veleggiano ancora delle oscure barche……..

Il Venerdì -Matteo Biancone ci fa conoscere scrittori che hanno scritto della Marsica -oggi parliamo di “Ferdinand Gregorovius”

In “Passeggiate per l’Italia” cosi Ferdinand Gregorovius descrive il Lago di Fucino:

Che meraviglioso specchio dev’essere stato il lago nella sua integrità! Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi flutti. Le ninfe presto moriranno come i poveri pesci e cederanno il posto al fieno e alle biade. Le fronti celesti dei monti che si sono specchiate finora in quest’onda favolosa, presto dovranno prendere congedo dal loro amico, il Dio Fucino. Presso Trasacco veleggiano ancora delle oscure barche e lì vicino s’innalzano al cielo bianche nubi di vapore che vengono dalle macchine che aspirano l’anima al povero lago.

Nella stessa opera Gregorovius così scrive di Alessandro Torlonia:

Torlonia, il grande seccatore della natura, è sordo all’appello delle ninfe; egli non teme neppure la vendetta dei pesci che potrebbero tormentare i suoi sogni… Potesse egli almeno risollevare dal lago le città che vi sono sprofondate, Marruvium e Pinna! Una leggenda narra ch’esse vi sono sepolte.

Ferdinand Gregorovius, nato a Neidenburg, in Prussia orientale, il 19 gennaio 1821, è stato uno storico e medievalista tedesco famoso per i suoi studi sulla Roma medievale.

Ferdinand Gregorovius Biografia

Gregorovius nacque da una famiglia di pastori luterani; il padre era consigliere di giustizia e per questo la famiglia viveva nell’antico castello dei Cavalieri Teutonici, che ospitava gli uffici giudiziari di Marienburg e la casa del magistrato. E’ possibile che questo ambiente di vita abbia favorito in lui, sin dalla fanciullezza, l’interesse per il Medioevo e l’antichità. Un’altra delle sue passioni, fin dall’infanzia, erano le storie di viaggi e di paesi lontani, e anche questo interesse lo accompagnò sempre nella sua vita.

Studiò teologia e poi filosofia. La famiglia non era ricca e dopo la laurea il giovane Gregorovius si mantenne facendo il precettore. Nel frattempo partecipava alla vita culturale di Königsberg, si dedicava alla letteratura, interessato soprattutto alla poesia e in modo particolare alla poesia popolare, e si dedicava agli studi storici.

Intanto era arrivato il 1848, la “Primavera dei popoli” si faceva sentire nella città universitarie e destò l’interesse di Gregorovius, che restò poi deluso dalle promesse del ’48, senza però abbandonare i suoi ideali liberali. Nella primavera del 1852 decise di partire per l’Italia e giunse a Roma il 2 ottobre del 1852. L’emozione provata una volta giunto in città si sarebbe trasformata in una ricerca storica della grandezza di Roma, con un particolare interesse per il Medioevo.

Il viaggio di Gregorovius verso il sud (che diventerà un soggiorno più che ventennale, trascorso soprattutto a Roma) non ha la natura del Grand Tour che da alcuni decenni conduceva i giovani ricchi del nord Europa verso il mondo mediterraneo, ma fa piuttosto pensare a una “emigrazione intellettuale”, in cerca delle tracce materiali del proprio mito personale.

Prima ancora di arrivare a Roma andò ad esplorare la Corsica, allora assolutamente selvaggia, alla quale dedicò una sua opera.

La pubblicazione del saggio su Adriano e del dramma su Tiberio nel 1851, mettono intanto in luce i suoi interessi sul mondo latino.

Tra il 1852 e il 1853 continuò la propria esplorazione mediterranea con viaggi nello Stato pontificio, a Napoli e in Sicilia.

I primi anni a Roma furono comunque duri. Lo stesso Gregorovius annota, il 9 maggio 1854: «Vivo completamente isolato, debbo lavorar sodo, per mantenermi a fior d’acqua».

Il Gregorovius, fedele al pensiero liberale, si sentiva impegnato per un rinnovamento morale dell’Italia, così la ricerca negli archivi e nelle biblioteche venne sempre accompagnata dall’attenzione prestata a ciò che accedeva nell’Italia risorgimentale e ciò ha fatto del Gregorovius lo storico tedesco che più di ogni altro ha lasciato nei suoi scritti e nella sua corrispondenza impressioni e giudizi sugli eventi dei quali fu testimone nei ventidue anni di soggiorno vissuti a Roma (1852-74).

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