ESISTE UNA VISIONE DELLA CITTA’ DI PESCARA? In questi giorni ho appreso che l’istituto Sorelle della Misericordia, in via del Santuario, è stato venduto: l’area è di 13000 mq, vincolata a verde e servizi privati, è stata acquistata da un costruttore.
Share1Simona Barba Radici in Comune
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Spesso mi sono trovata a dire in dibattiti pubblici che la nostra Città non ha una visione chiara di dove andare, e di conseguenza molti interventi fatti negli anni appaiono scoordinati e senza una vera ricaduta sulla comunità.
Ma cosa significa immaginare il futuro? Per me significa capire anche quali siano i siti nevralgici, che possano rappresentare un bivio: intrapresa una strada però non si può tornare indietro.
In questi anni per esempio stiamo assistendo a una trasformazione silenziosa: gli istituti religiosi, che hanno comunque sempre erogato servizi, come scuole, case di risposo o similari, stanno vendendo le loro proprietà, con cambi di destinazione verso il residenziale.

In questi giorni ho appreso che l’istituto Sorelle della Misericordia, in via del Santuario, è stato venduto: l’area è di 13000 mq, vincolata a verde e servizi privati, è stata acquistata da un costruttore.
Il parco ha al suo interno anche un frutteto, probabilmente di piante antiche, e chi si sporge al di là della folta siepe di alloro, può scorgere un paesaggio di altri tempi.
Avere una visione di città significa prepararsi anche a queste trasformazioni, cercando di gorvernarle, prepararsi con partner e fondi per riuscire a inserirsi acquistando queste proprietà per la comunità o agire in modo che si continui ad erogare i fondamentali servizi per l’interesse di tutti.
La mancanza di un piano a lunga gittata fa si che quando passano i treni, non si riesca a prenderli, e spesso la nostra Amministrazione rimane in attesa solo di investimenti privati nella speranza di avere uno scampolo di area ceduta al comune in cambio di concessioni di volumetrie e residenze.
I servizi continueranno a diminuire così come le aree libere a verde, che sono una fonte primaria di necessità vitale per una città tanto densamente costruita e abitata.
In sintesi potremmo dire che una Amministrazione senza visione aspetta, pensando che le trasformazioni che avverranno non siano di sua competenza, diventando così semplicemente lo strumento di altre visioni, e queste sì che esistono, parcellizzate e dipendenti solo dall’imprenditoria.
Anche di questi temi parleremo oggi 10 aprile, nell’incontro aperto organizzato dalla nostra associazione, in via Ravenna 9, alle ore 18.




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