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- “L’orso marsicano: simbolo di un territorio” il convegno si è tenuto a Lecce nei Marsi dove nascerà il più grande frutteto in Italia per la specie simbolo dell’Abruzzo. L’Ancos Aps di Confartigianato di Avezzano dona 330 piante da frutto per la convivenza tra l’uomo e l’orso marsicano. Le piante donate sono di 91 piante di melo, 30 di pero, 57 di sorbo, 70 di ciliegio, 70 di susino e 12 di mandorlo
“L’orso marsicano: simbolo di un territorio” il convegno si è tenuto a Lecce nei Marsi dove nascerà il più grande frutteto in Italia per la specie simbolo dell’Abruzzo. L’Ancos Aps di Confartigianato di Avezzano dona 330 piante da frutto per la convivenza tra l’uomo e l’orso marsicano. Le piante donate sono di 91 piante di melo, 30 di pero, 57 di sorbo, 70 di ciliegio, 70 di susino e 12 di mandorlo
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Il convegno aperto dal sindaco Augusto Barile“ prende il nome dal progetto presentato ideato e strutturato da Ancos Aps comitato di Avezzano. Il progetto si distingue per la forte collaborazione tra enti e realtà del territorio. Accanto ad Ancos Aps, partecipano attivamente il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Lecce nei Marsi e l’Istituto Serpieri di Avezzano.
Proprio gli studenti dell’istituto saranno coinvolti direttamente nelle operazioni di piantumazione, trasformando l’iniziativa in un’esperienza formativa concreta oltre che in un’azione ambientale.Un ruolo importante sarà svolto anche dall’associazione Salviamo l’Orso, che si occuperà della recinzione e della messa in sicurezza dell’area, garantendo la corretta gestione del frutteto.
Il frutteto che nascerà sul territorio del comune di Lecce nei Marsi il più grande frutteto a disposizione dell’orso marsicano: 91 piante di melo, 30 di pero, 57 di sorbo, 70 di ciliegio, 70 di susino e 12 di mandorlo. Una distesa di alberi da frutta che saranno piantati nella zona denominata La Guardia, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
Spiega il direttivo del comitato Ancos Aps di Avezzano :“Il progetto nasce circa tre anni fa dopo alcuni negativi fatti di cronaca che hanno profondamente scosso l’opinione pubblica e ridestato l’attenzione sulla necessità di un imprescindibile impegno collettivo, non ultimo associativo, attraverso il quale porre in essere azioni specifiche rivolte alla convivenza tra la fauna selvatica e l’uomo, con particolare riguardo alle aree antropizzate. Dopo numerosi studi e ricerche, anche tenendo in considerazione proposte e spunti di riflessioni di esperti della materia, abbiamo scelto d’impegnarci con questo progetto. Un gesto concreto che nasce dall’amore per il nostro territorio e dal rispetto per l’orso simbolo della nostra regione. Oltre alle Istituzioni che hanno supportato questo progetto, e ai tanti volontari che ci aiuteranno a metterlo a regime, vogliamo ringraziare anche coloro i quali hanno contributo, attraverso le loro donazioni, al fondo del 5×1000. Senza loro, tutto questo non sarebbe stato possibile”.

In basso la locandina del convegno di ieri 31 marzo

