Il 24 maggio si è celebrato il 10° anniversario dell’enciclica Laudato Si’, il testo con cui papa Francesco ha richiamato l’umanità a prendersi cura della casa comune, intrecciando ecologia, giustizia sociale e spiritualità.
Share0Antonino e Gino amici di Avezzano
Ieri siamo tornati a Barbiana, un luogo che rappresenta ancora oggi un grido di resistenza ad ogni egoismo, un invito perentorio alla formazione delle coscienze e all’impegno sociale.
“I CARE” sta lì, per la storia di sempre: quel motto intraducibile dei giovani americani migliori, che don Lorenzo Milani scrisse con la sua scuola-comunità. “Mi sta a cuore”, “ne ho cura”. Oggi ha, come suo opposto, non solo il “me ne frego” fascista e il suo odio per la vita e le diversità, ma anche il motto dei vecchi americani peggiori: “there is no alternative”, non c’è alternativa… alla legge del profitto, alla guerra, al successo del più forte e allo scarto del più debole.
I CARE oggi vuol dire non rassegnarsi all’dea dell’inevitabile: e cioè che non si possa cambiare nulla. Vuol dire convincersi che la democrazia muore se i cittadini (sovrani della loro cittadinanza) non utilizzano i mezzi e gli strumenti che la Costituzione assegna loro. A cominciare dal voto!
Quell’ I CARE di Barbiana incontra perfettamente il decimo anniversario della “LAUDATO SI’”, il testo di Papa Francesco che ci ha ricordato l’urgente necessità di prendersi cura del nostro pianeta, riconoscendo l’interconnessione di tutto il creato e le sue creature, e le sfide ambientali che affrontiamo.
Quello straordinario documento (che tutti dovremmo leggere più volte, e che potrebbe ben essere adottato come testo per le Scuole di ogni ordine e grado, con appropriata metodologia pedagogica) fu scritto il 24 maggio 2015, giorno in cui – nel calendario annuale – si vuole enfaticamente ri-celebrare la data “dell’esercito marciava” di quel 1915, dalla quale sarebbero venuti, soltanto per l’Italia, due milioni tra morti, invalidi, impazziti dalle sofferenze, impoveriti e sfollati. Un’inutile strage, come ebbe a definirla il Papa di allora.
“LAUDATO SI’” è, all’opposto contrario, l’appello a un’ECOLOGIA INTEGRALE, che metta tutti in relazione e colleghi le preoccupazioni ambientali con la giustizia sociale.
È una sfida a esaminare le cause profonde della crisi generale che l’Umanità e la Terra stanno attraversando e a cercare soluzioni che promuovano il bene-essere delle persone, di ogni vivente e del pianeta.
È un cammino assai sensibile di crescita comune, di scelte consapevoli, di umanizzazione, per essere accompagnati tutti, e tutti insieme, in percorsi di pace.
Pace e Terra sono strettamente connessi. Sfigurare l’una significa sfigurare il volto della vita, la vita di ogni terrestre. Per chi è credente significa sfigurare il volto stesso di Dio.
È un cammino di presa di coscienza e di conversione, per rimuovere ciò che oggi assedia e mette a ferro e fuoco il dialogo, la cura dei rapporti, la faticosa convivenza ambientale, la pratica stessa della democrazia.
Un plauso va riconosciuto a “DONNAin”, il progetto che con la sua sesta edizione, in queste settimane, ha animato la ricerca socioculturale ad Avezzano: un itinerario di incontri sostanzialmente collegati per la loro importanza ed attualità. Nelle modalità e nelle tematiche trattate si è rivelato come autentica ricerca di un’armonia sociale e culturale per imparare tutti, e tutti insieme, ad avere cura (i care) dell’altro e degli altri, riscoprendo i valori essenziali di un’armonia ambientale in cui tutto è veramente connesso.
