I vescovi statunitensi deplorano gli ordini esecutivi sui migranti
Share0Migranti alLa frontiera messicana di Ciudad Juarez , al confine con gli Usa
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA DI PAPA FRANCESCO
Francesco scrive alla Conferenza Episcopale statunitense che si trova ad affrontare una “crisi” con il programma di deportazione di massa di immigrati e rifugiati clandestini: “Un autentico Stato di diritto si verifica nel trattamento dignitoso che meritano tutte le persone, soprattutto le più povere ed emarginate”. Il Papa chiede di favorire “una politica che regoli la migrazione ordinata e legale” ed esorta i cattolici a non cedere a “narrazioni” che discriminano e fanno soffrire
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
In principio è stato il cardinale Blase Cupich di Chicago a dichiarare, ancor prima del giuramento del neo presidente Donald Trump, l’opposizione ad ogni programma di deportazione di massa di immigrati, poi il vescovo di El Paso, Mark Joseph Seitz, a ribadire la non tolleranza verso ogni forma di ingiustizia e, infine, l’intera Conferenza Episcopale degli Usa ad esprimere sgomento per i provvedimenti annunciati dal leader repubblicano sul rimpatrio di milioni di immigrati clandestini e la militarizzazione del confine Stati Uniti-Messico. Ora è il Papa stesso ad intervenire sulla “importante crisi che si sta verificando negli Stati Uniti a causa dell’inizio di un programma di deportazione di massa”, avviato dalla nuova amministrazione Usa all’indomani dell’insediamento del presidente. Francesco, che assicura di aver seguito “da vicino” la situazione, invia una lettera ai vescovi degli Stati Uniti per esprimere vicinanza e sostegno in questi “delicati momenti” e, al contempo, per denunciare alcune disposizioni che vanno a ledere la stessa dignità umana. “Ciò che si costruisce sulla forza, e non sulla verità della pari dignità di ogni essere umano, comincia male e finirà male”, ammonisce il Papa.
