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IRAN: SENZA VELO E SENZA PAURA

In Iran, le proteste innescate dalla morte di Mahsa Amini dilagano nelle università e nelle scuole, e il velo è solo la punta dell’iceberg.

05 ottobre 2022

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La protesta delle donne iraniane fa breccia nelle università e nelle scuole superiori: in varie città del paese le liceali si sono tolte il velo in pubblico protestando per la morte di Mahsa Amini e gridando “morte al dittatore” in riferimento alla guida suprema Ali Khamenei. Sono passate ormai tre settimane e le proteste si sono diffuse a macchia d’olio da nord a sud: negli ultimi due giorni anche a Saqez, Sanandaj e Karaj in migliaia tra studenti e manifestanti sono scesi in piazza per chiedere che i responsabili della morte di Amini vengano processati. Ragazze di ogni età hanno bruciato il velo e si sono tagliate i capelli, postando i loro video sul web, e sono state imitate da alcune star del cinema e dello sport di tutto il mondo. A quella che con il passare dei giorni si va configurando come la peggior minaccia da anni alla stabilità del regime, la Repubblica islamica continua però a rispondere con il pugno di ferro. Da Teheran il capo della magistratura Hojjatoleslam Mohseni Ejei ha dichiarato che protestare è legale ma che “il vandalismo non è considerato ammissibile” e sarà affrontato “in modo deciso e legale”. Intanto, Stati Uniti e Unione Europea valutano un inasprimento delle sanzioni. “Abbiamo chiarito il nostro punto di vista alle autorità iraniane: invece di incolpare gli attori esterni per i disordini, dovrebbero assumersi la responsabilità delle loro azioni e ascoltare le preoccupazioni della loro gente” ha affermato il ministro degli Esteri del Regno Unito James Cleverly.

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