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PESCARA – IL VICOLO DELLLA SCIENZA

Simona Barba – Radici in Comune

Se alla rosa cambiassimo nome, lei continuerebbe a profumare.

Se a un nuovo parcheggio lineare mettiamo un nome altisonante, questo purtroppo non cambierebbe la sua natura.

Il cosiddetto Viale delle Scienze inaugurato a nuova vita a Pescara (prima era stato chiamato corridoio verde) è un parcheggio lineare di circa 300 metri di lunghezza, che contiene 80 stalli.

46 invece solo gli alberelli che lo puntinano.

Invocare la scienza in un intervento ascientifico non servirà certo a camuffare l’ inadeguatezza degli interventi nella nostra città.

Il filo rosso è sempre lo stesso: c’è una area libera, ancora suolo non consumato, e l’unico pensiero che si riesce a fare è trasformarlo in palazzina, strada o parcheggio, e chiamiamo queste operazioni rigenerazioni urbane.

A guardare dall’alto si capisce perfettamente che non c’era bisogno di una altra strada, visto le grandi arterie di via Falcone e Borsellino e Viale Pindaro.

Affermare poi che servono parcheggi, oramai lo sappiamo, è ammettere la sconfitta della politica di mobilità urbana, che non riesce ad analizzare in modo scientifico i problemi e quindi a risolverli.

La scienza ci sta descrivendo con una estrema necessità il bisogno trasformare le strade delle città in aree libere e verdi: la rigenerazione urbana passa ora per la rigenerazione del suolo.

Ma se da noi facciamo il contrario e chiamiamo ancora parcheggi e strade, rigenerazione urbana, si comprenderà che qualcosa inesorabilmente si è rotto nella nostra città nel dibattito culturale e scientifico.

Sarà per questo motivo che a Pescara ci si attacca ai nomi, sperando che questi possano modificare le essenze delle cose.

In quel lembo di terra doveva essere creato un parco lineare, verde e pedonabile, un respiro tra i massici volumi edilizi esistenti: una vera rigenerazione urbana.

Chiamare ora quella strada Viale delle Scienze significa dire che la scienza a Pescara è ormai in un vicolo, lungo e stretto, che arriva fino all’ex Cofa, dove sempre in suo nome, si combatterà contro la ragione scientifica del Piano Stralcio Alluvioni e degli adattamenti ai cambiamenti climatici, che ci imporrebbero invece l’arretramento della città dalla linea del litorale, a favore, di nuovo, della rigenerazioni di suolo, territorio per dare le basi a nuovi beni comuni per la comunità.

Restituiamo pertanto il vero nome a quel parcheggio lineare, e chiamiamolo il Vicolo delle Scienze: guardare in faccia la realtà non ci farà più male di come stiamo già.

Simona Barba

Radici in Comune

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