Corso della Libertà -Progetto definitivo Presentato il verbale conclusivo che ha accertato anche la conformità del progetto alle norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 17 gennaio 2018.
Share0di Augusto Di Bastiano
stralci delle relazioni approvate
L’intervento mira a riconciliare la dimensione architettonica con quella umana, promuovendo una fruizione lenta, pedonale e sostenibile dello spazio pubblico. La scelta di escludere le auto non è soltanto una decisione funzionale, ma un atto simbolico che restituisce la strada alle persone, rendendola più accogliente e vivibile.
Nel disegno complessivo, grande attenzione è riservata alla lettura del contesto storico e morfologico: gli edifici del primo Novecento che affacciano sul corso fungono da quinte architettoniche di un percorso lineare, reinterpretato però in chiave contemporanea. Il progetto, pur rispettoso della storia, non si limita a imitarla: propone un linguaggio attuale, capace di ridisegnare il paesaggio urbano e di generare nuovi valori estetici e sociali. Elemento distintivo dell’intervento è la scomparsa dei marciapiedi: pedoni e spazi di sosta convivono ora in un unico piano continuo, che amplifica la percezione dello spazio e trasforma la via in una successione di “salotti urbani”.
Questi ambienti, scanditi da sedute di diversa forma e dimensione — dai semplici elementi in pietra ai veri e propri “divani urbani” — invitano alla sosta, alla conversazione e alla condivisione. Il verde assume un ruolo centrale nella rigenerazione: aiuole in tufo, alberature esistenti valorizzate e panchine circolari creano un dialogo continuo tra uomo e natura, sottolineando la vocazione ecologica e sostenibile del progetto. La pavimentazione, in gres por-cellanato ad alto spessore che richiama la pietra lavica e il basalto, alterna tonalità calde e fredde, disegnando con sobrie geometrie i diversi ambiti del percorso. Oltre a garantire armonia con il centro storico, questo materiale assicura resistenza, durabilità e sostenibilità ambientale.
Il sistema di raccolta delle acque piovane sostituisce i vecchi cordoli dei marciapiedi con canaline discrete e continue, integrandosi perfettamente nel nuovo disegno. Anche la luce diventa protagonista: apparecchi di diversa intensità e forma creano suggestioni luminose che valorizzano il corso sia di giorno che di notte, rafforzando il senso di sicurezza e identità del luogo.
Agli estremi del percorso, due atri smaterializzati — strutture leggere di tubolari metallici e tiranti — segnano simbolicamente l’ingresso alla nuova area pedonale. Uno di essi, coperto da un telo ombreggiante, evoca l’intimità di uno spazio domestico trasposto all’aperto, un invito a vivere la città come un’estensione della propria casa.
Infine, pur prevedendo una pedonalizzazione totale, il progetto mantiene l’accesso ai passi carrabili per i residenti. L’attuazione dell’intervento sarà arti-colata in tre fasi successive, così da garantire una trasformazione graduale ma costante.
CHE COSA PREVEDE IL PROGETTO?
In conformità alle previsioni di Piano Regolatore, per quest’asse strategico nel centro storico di Avezzano attualmente aperto al traffico veicolare, il progetto prevede la pedonalizzazione dell’intero percorso ed una sua complessiva riqualificazione.
• L’intervento comporta la rimozione dei cigli dei marciapiedi ed il raccordo delle quote dei camminamenti laterali con il piano stradale al fine di ottenere un allargamento complessivo della sezione praticabile, priva di salti di quota. Al di là dell’allargamento percettivo dello spazio, funzionalmente la nuova configurazione ricalca sostanzialmente la suddivisione in fasce della strada attuale.
• Le due fasce laterali, sede dei vecchi marciapiedi, più prossime agli accessi agli esercizi commerciali e alle abitazioni, hanno una larghezza compresa tra i 3,30 e i 4,00 m, ospitano le alberature già presenti e sono impiegate per ospitare le sedute.
• La fascia centrale, che ha una larghezza di circa 8,40 m, è per lo più dedicata alla percorrenza pedonale.
•Le due estremità della strada sono caratterizzate da portali costituiti da strutture metalliche sottili, che dialogano con la geometria delle aiuole in tufo e delle sedute curve in travertino.
•Al fine di consentire il normale passaggio dei mezzi di soccorso, l’altezza delle strutture, inizialmente di 2,80 m è stata portata a 4,10 m.
• Le lavorazioni programmate non prevedono modifiche agli impianti esistenti, ma solo implementazioni riguardanti l’illuminazione pubblica e l’intercettazione in superficie delle acque meteoriche, comunque ricondotte ai recettori fognari presenti. In particolare, per la raccolta delle acque, la scelta progettuale intende ricalcare il modello esistente implementandolo con la posa in opera delle canalette laterali, in luogo dei vecchi cigli dei marciapiedi esistenti, al fine di migliorare l’afflusso dell’acqua negli scoli esistenti (buche di scolo).
• Le demolizioni riguarderanno generalmente strati superficiali della sede stradale esistente.
• Scavi a sezione ristretta, comunque di profondità contenuta, riguarderanno le fondazioni delle pensiline in ferro alle estremità del percorso, le due dorsali per i cavidotti dell’impianto elettrico lungo i marciapiedi esistenti, i cordoli di fondazione delle aiuole in tufo, i cordoli di fondazione delle panchine il cls gettate in opera, i plinti per l’installazione dei pali per l’illuminazione stradale.
• Considerando che la profondità di interramento dei sottoservizi dovrebbe essere compresa tra 0,50 e 1,50 m al di sotto del piano stradale, sono esclusivamente quelli menzionati le aree di scavo che necessiteranno di maggiori precauzioni al fine di evitare danneggiamenti agli im-pianti esistenti.
• Tuttavia non si possono escludere del tutto temporanee interruzioni provocate da danni accidentali o motivate da esigenze specifiche che potranno manifestarsi nel corso dei lavori.
• Qualora si dovessero presentare circostanze che provochino o rendano necessaria una temporanea sospensione dei servizi, saranno immediatamente contattati i referenti degli enti gestori e fornite informazioni sui tempi di ripristino agli utenti mediante affissione nelle aree interessate di specifici comunicati.
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