Trump rialza la posta sulla Groenlandia, l’esperto: “Gli USA vogliono violare il diritto internazionale”
Share0L’Artico è diventato un epicentro geopolitico, e la Groenlandia è al centro della contesa. Posizione geografica, ricchezze minerarie e nuove rotte marittime la rendono cruciale. Con Trump di nuovo attivo, equilibri consolidati vengono messi in discussione, dai diritti degli Inuit alla governance multilaterale.
“Trump vuole più controllo: sarebbe una violazione del diritto internazionale”
Gli Stati Uniti hanno già accesso alla Groenlandia grazie ai trattati con la Danimarca e alla base di Thule. Tuttavia, secondo Koivurova[1]: “Gli interessi militari e commerciali sono già tutelati. Il problema è la volontà di Trump di andare oltre, cercando controllo diretto o proprietà. Sarebbe una violazione chiara del diritto internazionale, con conseguenze per la NATO e l’Europa”. Le posizioni di senatori come Rubio sembrano più moderate, ma l’analisi del professore è netta: “Non ci sono vere divergenze strategiche. È un gioco da ‘good cop a bad cop’. L’obiettivo resta lo stesso: avvicinare la Groenlandia agli USA”
1Timo Koivurova, un eminente professore di ricerca finlandese specializzato in diritto ambientale e diritto artico. È una figura riconosciuta a livello internazionale per la sua esperienza nelle questioni relative all’Artico.
- Professione: È professore di ricerca presso l’Arctic Centre dell’Università della Lapponia a Rovaniemi, in Finlandia.
- Competenze: I suoi interessi di ricerca includono il diritto internazionale dell’ambiente, con particolare attenzione alle regioni polari (Artico e Antartico).
- Contributi: Koivurova ha scritto numerose pubblicazioni e libri sull’argomento e ha partecipato a dibattiti internazionali, venendo spesso citato come esperto sulle questioni artiche e sulla governance dell’Artico.
- Ruoli: Ha ricoperto la carica di direttore del Centro Artico ed è coinvolto in vari network e organizzazioni, come il China-Nordic Arctic Research Center (CNARC).
