Megalò 2: un rischio idrogeologico mai valutato per Pescara
Share1Simona Barba – Consigliera Comunale Gruppo AVS – Radici in Comune
La seduta della Commissione comunale Territorio del 10 aprile ha confermato ciò che da tempo sosteniamo: il progetto Megalò 2 rappresenta un grave azzardo per la sicurezza idrogeologica di Pescara e dell’intero territorio a valle del fiume. Non si tratta semplicemente di un’ulteriore cementificazione, ma di un intervento che modifica radicalmente l’equilibrio idraulico di un’area già fortemente compromessa senza alcuna vera valutazione,
In audizione l’ing Galeotti, del Comitato VIA, ci ha portato a conoscenza dell’incredibile impostazione della valutazione che ha dato il parere favorevole
In sintesi: siccome gli argini artificiali a protezione del centro commerciale, fatti a suo tempo per Megalo’1, senza Valutazione di Impatto Ambientale, hanno messo in sicurezza il centro commerciale, (la loro zona, sperando che non si rompano gli argini come è accaduto invece in Emilia) allora il Piano PSDA del rischio alluvionale, redatto successivamente dall’Autorità di Bacino, ha inserito la stessa zona del centro commerciale come “bianca” cioè a rischio zero,(locale) per allagamenti. Ma a valle??
In pratica è un circolo vizioso, e tale occupazione del fiume, dal 2004 a oggi, non riceverà mai una vera valutazione idrogeologica, dato che l’autorità di Bacino ha preso atto degli argini artificiali, inserendoli nel 2019, e togliendo quindi la zona da rischio alluvionale ha di fatto scaricato, secondo il Comitato VIA ,da successivi controlli e verifiche.
Megalo 1 e quindi Megalo 2 sono li quindi per caso: per effetti autorizzativi a cascata, iniziati senza valutazione ambientale, e si concluderanno pertanto senza che nessun ente abbia fatto un vero studio, un vero modello in caso di piena.
Quindi, in pieno cambiamento climatico, dopo l’Emilia Romagna, nel 2025, noi continuiamo a autorizzare opere dentro le anse fluviali senza la necessaria valutazione approfondita di ricaduta ambientale, e nel nostro caso, senza mai avere effettuato uno studio di impatto idrogeologico di queste opere. Mai, nessuna valutazione di area vasta e di ricadute alla foce, e mai se ne faranno a quanto pare.
Come gruppo AVS – Radici in Comune, chiediamo la revoca in autotutela del parere favorevole, visto che mancano le valutazioni essenziali che sono lo scopo del Codice dell’Ambiente: i comitati VIA, devono prevedere le ricadute, simularle, e non semplicemente fare una validazione della coerenza delle carte.
Anche l’Autorità di Bacino Distrettuale deve intervenire con urgenza per valutare le effettive portate e i dati dei fiumi abruzzesi, non sottovalutando il rischio alluvioni.
La tutela della sicurezza dei cittadini di Pescara non può essere sacrificata sull’altare di interessi commerciali. La lezione delle recenti alluvioni in Italia dovrebbe averci insegnato che sottovalutare il rischio idrogeologico può avere conseguenze catastrofiche. Non possiamo permettere che la nostra città diventi il prossimo caso di cronaca.
In allegato stralcio da doc redatto da ing Galeotti per la commissione
