CAPODANNO 2025 -BUON INIZIO 2025. AUGURI per un anno portatore di pace.
Share0di Gino Milano
Il prossimo anno si apre sotto il segno del “Giubileo della speranza”. Tutti noi abbiamo bisogno di seminare, coltivare, raccogliere SPERANZA.
Sperare è provare a forzare gli scoramenti che ci contagiano più di quanto abbia fatto il Covid 19. Sperare è provare a forzare il senso di fatalità e remissività, all’insegna del “tanto non cambia nulla… se non in peggio”, dove la sola novità sembra essere quella irrisa dall’indimenticabile Lucio Dalla: << L’anno che sta arrivando tra un anno passerà! >>
Un invito interessante a programmare bene il 2025 viene dal messaggio del Papa per il primo gennaio, Giornata Mondiale della Pace, sul tema: “Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace”. Francesco ci chiama tutti – senza esclusione alcuna – a leggere in profondità questo nostro tempo e a metterci in ascolto del grido dell’umanità minacciata.
“Ciascuno di noi deve sentirsi in qualche modo responsabile della devastazione a cui è sottoposta la nostra casa comune… disparità di ogni sorta, trattamento disumano riservato alle persone migranti, degrado ambientale, disinformazione, rigetto di ogni tipo di dialogo, cospicui finanziamenti dell’industria militare”.
Non potrà bastare qualche episodico atto di filantropia: occorre un cambiamento culturale e strutturale per superare questa crisi antropologica. E potrà avvenire quando sapremo ammettere di essere tutti debitori, ma anche tutti necessari l’uno all’altro, secondo una logica di esistenza condivisa.
Francesco indica in tre mosse un chiaro percorso/progresso di pace: 1) una consistente riduzione, se non proprio un totale condono, del debito internazionale, che pesa sul destino di molte Nazioni; 2) un impegno fermo a promuovere il rispetto della dignità della vita umana, eliminando la pena di morte in tutte le Nazioni; 3) utilizzare almeno una percentuale fissa del denaro impiegato negli armamenti per la costituzione di un fondo mondiale che elimini definitivamente la fame e faciliti i Paesi più poveri a promuovere lo sviluppo sostenibile, contrastando il cambiamento climatico.
Sono proposte serie, attendibili, concrete e consistenti: la meta è la pacificazione di questo mondo, sempre più instabile.
Sembrano fuochi d’artificio per un Capodanno all’insegna del “disarmo del cuore” e di una “trascinante nonviolenza” che coinvolge tutti, dai primi agli ultimi, dai piccoli ai grandi, dai ricchi ai poveri.
È arrivato il momento di costruire una società della nonviolenza, della cura e dei beni comuni, partendo dal giubileo del debito e dal bandire la guerra e le armi dalla storia.
Ci torneremo nel primo mese dell’anno con alcuni eventi locali: la costituzione ad Avezzano della Casa del dialogo e della pace; il “Cammino dei diritti umani” (22 gennaio); la Marcia della pace proposta dalla omonima “Tavola della Diocesi dei Marsi” (26 gennaio).
