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La Caritas Diocesana di Avezzano invita allo spettacolo teatrale “Gran Casinò” uno spettacolo contro la ludopatia- Storie di chi gioca sulla pelle degli altri -giovedì  21 novembre ore 21 teatro dei MARSI -Un monologo coinvolgente con tanti esempi di come il gioco d’azzardo rovini la vita dei giocatori e delle loro famiglie

Uno spettacolo che si offre come strumento di comunicazione emotiva e al contempo razionale per stimolare l’indignazione e creare consapevolezza sulla pericolosità di questo flagello, troppo spesso sottovalutato.

di Augusto Di Bastiano

fonte –https://www.itineraria.it/

Gran Casinò racconta le storie di chi gioca sulla pelle degli altri e le sofferenze silenziose di quanti si perdono nel tunnel della dipendenza. Un’occasione per comprendere cosa si celi dietro un business miliardario che stritola le sue vittime e le loro famiglie tra ignoranza, false credenze, usura e criminalità. Una serata a teatro per sorridere amaro, riflettere e imparare a stare alla larga dall’azzardo, che non è un gioco né un modo per risolvere piccoli o gravi problemi economici. Senza mai stancarsi di ricordare che i minori vanno sempre tutelati, perché per Legge i giochi d’azzardo, ovvero tutti quelli con vincite in denaro, sono vietati ai minori.

Gran Casinò – lo spettacolo teatrale contro il gioco d’azzardo

Lo spettacolo teatrale pensato e portato in scena dall’attore Fabrizio De Giovanni – che gira anche molte scuole d’Italia . Un monologo coinvolgente con tanti esempi di come il gioco d’azzardo rovini la vita dei giocatori e delle loro famiglie.

Quanti di noi sanno che l’Italia è la quarta nazione a livello mondiale che spende più soldi al gioco? Siamo infatti l’1% della popolazione mondiale, eppure rappresentiamo il 25% del gioco online! Il settore del gioco d’azzardo legalizzato è la terza azienda in Italia per fatturato, dopo Eni ed Enel. Sono 60 i GrattaeVinci che vengono ventui ogni secondo nel nostro Paese. 

Questi sono solo alcune informazioni che scopriamo se andiamo a teatro ad assisterà a Gran Casinò.

L’azzardo è un cancro sociale

«L’azzardo è un cancro sociale». Da questa frase di Papa Bergoglio Itineraria Teatro ha ideato uno spettacolo coinvolgente e dettagliato per informare e sensibilizzare di un problema presente nella vita quotidiana di tantissime persone, eppure invisibile.

Lo spettacolo teatrale pensato e portato in scena dall’attore Fabrizio De Giovanni – che gira anche molte scuole d’Italia – si intitola Gran Casinò. Un monologo coinvolgente con tanti esempi di come il gioco d’azzardo rovini la vita dei giocatori e delle loro famiglie. 

E la soluzione?

La soluzione è un biglietto del “Gratta e NON vinci”: un’idea per aver la risposta pronta a chi propone come se fosse normale l’acquisto di un biglietto al supermercato o all’autogrill o in altri luoghi di comune frequentazione.

Fabrizio De Giovanni

A 24 anni, nel 1991, inizia la sua collaborazione con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame prendendo parte allo spettacolo “Parliamo di donne”.
Continua anche negli anni successivi la sua collaborazione con la Compagnia Fo-Rame, fino al 1998 quando va in scena con lo spettacolo di teatro civile “Marino libero! Marino è innocente!”, sulla riapertura del Caso Sofri.
Dal 1992 inizia anche un’intensa attività nell’ambito della promozione della lettura, dedicata sia ai bambini e ragazzi, che agli adulti, collaborando con centinaia di biblioteche in tutta Italia.
E’ tra i fondatori della Compagnia ITINERARIA TEATRO con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti sino ad oggi (oltre 2.600 spettacoli in tutta Italia).
Dal 1995 collabora alla produzione di audiolibri e audiovisivi scolastici con diverse case editrici italiane, tra cui l’audiolibro per ragazzi “Gli sporcelli” di Roald Dahl per l’editore Salani.
Dal 2000 inizia una stretta collaborazione con la storica Compagnia marionettistica “Carlo Colla e figli” di Milano per la quale presta la voce in diverse produzioni, tra cui: “Il Trovatore” 2000, “La bella addormentata nel bosco” nel 2001, “L’Aida” 2001, “Nabucco” 2003, “Alibaba” 2003, “Il Guaranì” 2004, “Il Carnovale di Ivrea” 2006, “Garibaldi” 2007, “Il Cavaliere della Violetta” 2009, “Macbeth” 2010, “Il bacio della fata” 2010, “La luna del 13 marzo-Gerolamo” 2010, “Attila di Verdi” 2013.
Dal 2005 al 2016 ha collaborato a tutte le nuove produzioni di Dario Fo sui Maestri del Rinascimento (“Raffaello, oh bello figliolo che tu sei”, “Michelangelo, tegno nelle mani occhi e orecchi”, “Mantegna, il trionfo e lo sghignazzo”, “Giotto o non Giotto”, “Correggio che dipingeva a testa in giù”, “Caravaggio al tempo di Caravaggio”, “Picasso desnudo”) e alla nuova edizione del “Mistero Buffo”, che ha girato l’Italia nella stagione 2011/2012.
Nel 2005, in RAI, ha partecipato alla trasmissione di Raidue “Il teatro in Italia” con Dario Fo e Giorgio Albertazzi.
Nel 2013/14 ha collaborato come assistente alla regia, sempre con Dario Fo, alla nuova edizione e messa in scena dello spettacolo “Lu Santo Jullàre Francesco”, che nel giugno 2014, è stato messo in onda in prima serata su Rai1.
Nel 2014 partecipa come assistente alla regia agli spettacoli di Dario Fo: “In fuga dal Senato”, “La figlia del Papa” e “Una Callas dimenticata”.
E’ al fianco di Dario Fo in ogni spettacolo e partecipazione televisiva fino all’ultima esibizione a Roma con il “Mistero Buffo” nell’agosto 2016.
E’ interprete e, con Ercole Ongaro, autore degli spettacoli di ITINERARIA TEATRO: “H2Oro”, con oltre 400 repliche in tutta Italia, “Q.B. Quanto Basta”, “Identità di carta”, “Sbankati” e “Gran Casinò” e con Enrico Comi ha scritto e interpreta lo spettacolo sul tema della tossicodipendenza “Stupefatto”, che ha superato le 300 repliche.
Nel 2016 vince il Premio come Miglior attore del Premio Enriquez – sez. Teatro Civile.
Nel poco tempo libero si dedica alla cura della sua vigna sui colli piacentini e alla gestione della residenza artistica “Casa Piantone” che ospita Compagnie teatrali e singoli avventori in un piccolo podere dell’alta Val Tidone.

“Ho fatto per alcuni anni il doppiatore di cartoni animati e telefilm ma poi ho provato un sentimento di rifiuto totale verso quella modalità espressiva che pretendeva che recitassi in dialoghi assurdi e non condivisibili solo per giungere alla vendita di merendine, giochi e vestitini griffati a quei piccoli spettatori incantati davanti alla TV… E tutto questo soltanto per guadagnarmi un cachet!

Mia figlia Eleonora – mi ripetevo – quando vedrà questi programmi con la voce del suo papà che ripete stronzate, ne sarà contenta? Dovrò dirle “lo facevo per soldi”? Così ho preferito poterle dire che “ho rinunciato a quei guadagni, amore mio, perché volevo che tu fossi orgogliosa del tuo papà”.

Da lì a buttarmi a capofitto nel Teatro Civile il passo è stato breve e così in oltre 25 anni di attività con i miei compagni abbiamo inanellato oltre 2.600 repliche dei nostri spettacoli nei teatri di tutta Italia, arrivando a raggiungere risultati straordinari, addirittura impensabili…”.
www.facebook.com/fabrizio.degiovanni

Il teatro sociale per sensibilizzare sull’azzardo

Sono molte le compagnie teatrali e gli artisti che scelgono di mettere la propria arte a servizio della comunicazione sociale. Uno dei temi caldi che vengono portati in scena è proprio il gioco d’azzardo.

Noi ne abbiamo conosciute alcune:

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