2-Avezzano -Recupero delle eccedenze alimentari provenienti dalle strutture ricettive/sanitarie ubicate nel Territorio di Avezzano
Share0Il CGC pubblica ciò che prevede la relazione tecnica del nuovo appalto del SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DOMICILIARE (PORTA A PORTA) del comune di AVEZZANO con l’obiettivo di far conoscere il più possibile quali i doveri e diritti dei cittadini e quali gli obblighi contrattuali della società che andrà a gestire i rifiuti
COSA PREVEDE LA RELAZIONE TECNICA SUL NUOVO APPALTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA
Da art.25 Piano di riduzione dei rifiuti
Si propone di organizzare il recupero del cibo avanzato prodotto presso utenze di tipo ricettive/sanitarie ubicate nel Territorio di riferimento Il cibo sarà ritirato dalle organizzazioni ONLUS operanti sul territorio, che provvederanno alla sua somministrazione ai soggetti bisognosi, presso una sala mensa allestita dalle suddette organizzazioni nel Territorio di riferimento. A tal fine, sarà stipulato un protocollo d’intesa con le strutture ricettive interessate, che ne trarrebbero un duplice vantaggio:
· riduzione della tariffa sui rifiuti conseguente alla diminuzione del rifiuto prodotto; · benefici in termini di immagine e di prestigio. Inoltre, effetti positivi e vantaggiosi dell’iniziativa si avrebbero anche per gli altri soggetti coinvolti: le associazioni ONLUS, beneficiarie dei prodotti, potrebbero utilizzare i soldi risparmiati dal mancato acquisto del cibo per investimenti ulteriori in altri prodotti, e l’amministrazione locale vedrebbe migliorata l’assistenza verso le persone svantaggiate e le associazioni del territorio locale. Dal punto di vista normativo, l’entrata in vigore in Italia della Legge 155/2003, cosiddetta “del Buon Samaritano”, equipara le organizzazioni non lucrative di utilità sociale che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione agli indigenti di prodotti alimentari, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti; in tal modo tutte le organizzazioni riconosciute come ONLUS possono recuperare gli alimenti ad alta deperibilità (cibo cotto, alimenti freschi ecc.) rimasti invenduti nel circuito della ristorazione organizzata per distribuirli ai bisognosi. Tale iniziativa è volta non solo a ridurre drasticamente le quantità di prodotti alimentari da smaltire o da avviare al recupero tramite compostaggio ma anche a creare un canale di collaborazione di notevole valenza sociale contrastando la cultura dello spreco, dell’usa e getta. L’attivazione di tale modello produrrebbe effetti positivi su tutto il territorio stimolando la costruzione di una rete di solidarietà tra mondo profit e no profit.
· Riduzione degli sprechi alimentari a favore delle fasce sociali deboli;
· Recupero di beni alimentari ancora edibili;
· Diminuzione della produzione rifiuti organici;
· Sostegno ad enti assistenziali;
· Diffusione della tematica dello spreco e del consumo consapevole. Soggetti coinvolti
· Enti locali, strutture ricettive presenti in Città , cooperative sociali, associazioni ONLUS territoriali Modalità e strumenti d’attuazione
· Attivare una rete articolata tra i soggetti coinvolti e stipulare protocolli d’intesa;
· attivare iniziative di sensibilizzazione presso le strutture ricettive, le associazioni e gli enti coinvolti
RelazioneTecnica-RSU-AZ