Musei della Marsica NOTIZIE

Avezzano – L’Aia dei Musei

Lapidario L’ Aia dei Musei a Avezzano.

di Matteo Biancone

L’Aia dei Musei è situata ad Avezzano in Via Nuova 33. Inaugurata il 1° maggio 2012 dal Comune di Avezzano e gestita dall’Associazione Culturale AntiquaE’ è costituita da edifici costruiti intorno a un ampio cortile, dal quale prende il nome di Aia.

La struttura, che ha svolto la funzione di mattatoio comunale fino agli anni ’80, venne progettata nel 1917 e costruita nel 1919 in stile Liberty per sostituire il precedente mattatoio distrutto dal terremoto del 1915. Alcune parti dell’ex mattatoio sono state ristrutturate per realizzare il Museo, mentre altre attendono ancora di essere ristrutturate per altri spazi museali.

L’Aia dei Musei comprende due esposizioni: Le Parole della Pietra e Il Filo dell’Acqua.

Nella prima sono esposti i reperti che, antecedentemente alla sua apertura, erano conservati negli scantinati del Palazzo di Città di Avezzano, dove era stato posto il Museo Lapidario, inaugurato il 19 agosto 1888 e ospitato nell’ex Convento di San Francesco sino al terremoto del 1915.

L’esposizione “Le Parole della Pietra” contiene nelle prime due sale reperti in pietra di epoca romana, dal IV secolo a.C. al II/III secolo d.C., provenienti da tutta la Marsica, sia dalla parte che era abitata dai Marsi, popolo preromano italico, sia dal territorio che era stato abitato da un altro popolo italico, quello degli Equi.

I reperti, suddivisi per argomento in sette sottosezioni: Gli Abitanti, Le Arti, I Mestieri, I Culti, Il Mondo Femminile, Le Istituzioni Statali e Municipali, Il Territorio e le Proprietà, sono utili per ricostruire la storia antica della Marsica, anche con riferimento alla vita condotta dalle persone comuni, e tale contributo di conoscenze è molto importante perché la Marsica non è molto menzionata dagli storici romani e greci, tranne che per i grandi eventi.

Nel Lapidario vi sono diversi reperti importanti, alcuni rari o quasi unici.

L’Altare del dio Fucino, esposto nella sottosezione “i Culti”, trovato a Trasacco, riporta incisa una dedica al dio il cui nome è scritto come “Fougno”, forse un’antica grafia per il nome Fucino. Il reperto dimostra la venerazione del Lago Fucino come divinità da parte dei Marsi, che, politeisti come i Romani, avevano l’abitudine di divinizzare gli elementi naturali.

Un altro reperto importante è l’Ara funeraria, posta nella sottosezione “I Mestieri”, trovata nel Seicento nel sito della chiesa Collegiata di San Bartolomeo. L’ara è dedicata a Marcio Fausto, liberto, cioè schiavo liberato, che si era arricchito come cuoco al servizio di grandi famiglie, probabilmente a Roma. Una volta tornato ad Alba divenne seviro augustale, cioè sacerdote dedito al culto dei membri morti della famiglia imperiale e in qualche modo anche al culto dell’imperatore vivente.

Un altro reperto importante è l’Ara Funeraria di Poppedia Seconda. L’ara, esposta nella sottosezione “Il Mondo Femminile”, fu ritrovata nel territorio di Ortona dei Marsi. Poppedia era una parente del celebre condottiero marso Quinto Poppedio Silone, che guidò i Marsi e altri popoli italici nella Guerra Sociale combattuta contro Roma per ottenere il riconoscimento della cittadinanza romana.

Sull’Ara sono rappresentati oggetti legati al Mundus Femminile, tra questi un ombrellino chiuso o semichiuso. L’ombrellino è considerato un unicum, perché è chiuso o semichiuso, assolutamente identico a quelli moderni, quindi con un meccanismo di apertura e chiusura.

Un ulteriore reperto importante è il Cippo funerario con simbologia marso-italica, esposto nella sottosezione “Gli Abitanti”, trovato a San Benedetto dei Marsi, ove sorgeva l’antica città marsa di Marruvium. Sulla calotta del cippo è rappresentato un serpente arrotolato e sul fusto due festoni che pendono da un bucranio e una testa di vitello.

Altri pezzi importanti sono:

-una meridiana, posta nella sottosezione “I Culti”, che presenta una rara immagine di Ercole a riposo, proveniente da Luco dei Marsi;

-il vaso della Bona Dea, posto nella stessa sottosezione, trovato a San Benedetto dei Marsi, dedicato alla dea della fertilità, il cui culto era riservato alle donne e vietato agli uomini;

-la stele funeraria dedicata a Exoche dal fratello Inaco, posta nella sottosezione “Gli Abitanti”, trovata a Scalzagallo in Avezzano, ha la particolarità di avere scolpita l’immagine della defunta, cosa all’epoca rara;

-due steli false-porte, cioè steli funerarie che raffigurano una porta simbolo del passaggio dalla vita alla morte;

-un’insegna di bottega, che era sita in territorio di Alba Fucens, raffigurante una falsa-porta, che rappresentava probabilmente il prodotto principale lavorato nella bottega;

-l’ara funeraria, posta nella sottosezione “Le Istituzioni Statali e Municipali”, dedicata a Marcio Giusto, uomo importante che aveva prestato servizio come pretoriano per una ventina di anni a Roma e con molti incarichi importanti.

-un blocco con raffigurazioni militari, quali scudi, elmi, gladi, un carnyx, cioè una tromba celtica da guerra, posto nella sottosezione “Le Arti”.

Sono esposte anche due pietre con iscrizioni poetiche, entrambe nella sottosezione “Le Arti”. Una è una tabula dedicata dal padre alla figlia morta di parto, trovata in territorio di Alba Fucens.  L’altra è un blocco dedicato dal marito alla moglie morta, trovato a Cappelle, frazione di Scurcola Marsicana.

La stele funeraria di Lucio Settimio Filodespoto, posta nella sottosezione “I Culti”, ricorda che il defunto era un giardiniere, perciò sulla stele sono raffigurati una vanga e una zappa.

La piccola ara funeraria dedicata a Avidio Felice, nella sottosezione “I Mestieri”, è stata dedicata dai genitori al figlio morto prematuramente a 13 anni. Sul fianco sinistro dell’ara ci sono raffigurate cesoie da tosatore e su quello destro forse una cote, cioè uno strumento per affilare le lame. Da queste raffigurazioni alcuni hanno supposto che i dedicanti erano dei lanari, cioè dei fabbricanti e commercianti di tessuti in lana.

Nella terza sala, dove sono esposti i reperti provenienti dalle rovine della città di Avezzano distrutta dal terremoto del 1915, che vanno dal Medioevo all‘800, che sono tra le poche le testimonianze materiali della vecchia Avezzano, troviamo:

-i due capitelli e l’architrave del portale laterale della Chiesa di San Nicola, oramai completamente distrutta, mentre l’architrave del portale principale della stessa chiesa, del XIII secolo, è ora esposto nel Museo del Louvre a Parigi.

-due capitelli in stile neoclassico del XVIII secolo, un’acquasantiera e una campana della Collegiata di San Bartolomeo, sebbene non vi sia certezza che questi ultimi due reperti siano della citata Collegiata, che fu distrutta dal terremoto.

-undici stemmi gentilizi di famiglie avezzanesi.

Nella sala viene proiettato un video sul terremoto del 1915.

“Il Filo dell’Acqua” è l’altra esposizione museale dell’Aia dei Musei, dove viene ripercorsa la storia del Lago Fucino e dei suoi due prosciugamenti. Sempre in questa sezione sono riportate, grazie a pannelli e video, informazioni geologiche, sismiche e relative alla fauna e alla flora del Lago e dei suoi dintorni. Sono riportate inoltre anche le informazioni tecniche sui due prosciugamenti. Questa sezione è importantissima per conoscere quanto il lago e i due prosciugamenti, quello di epoca romana e quello operato da Torlonia, abbiano inciso sulla storia della Marsica.

Il primo prosciugamento, quello romano, che fu una delle principali opere idrauliche dell’antichità, fu realizzato dall’imperatore Claudio.

L’emissario di epoca romana, con la caduta dell’impero, in assenza di manutenzione e a causa dei danni prodotti da alcuni terremoti, nel tempo si ostruì e il lago ritornò alle sue dimensioni originali.

Il secondo prosciugamento, quello della seconda metà dell’Ottocento, che rappresenta una delle principali opere idrauliche dell’800 insieme al Canale di Suez, è stato realizzato dal Principe Alessandro Torlonia, banchiere romano, la cui famiglia era di origini Francesi. I lavori durarono dal 1854 al 1878.

Questa seconda opera portò ad un completo prosciugamento del lago e Torlonia ottenne il 99% delle terre emerse per 99 anni, procedendo alla bonifica per renderle coltivabili.

Il grande pannello “Fucino Ieri” raffigura come appariva il paesaggio del Lago prima del prosciugamento Torlonia.  

Il grande pannello “Fucino Oggi” raffigura invece il paesaggio del Fucino dopo il prosciugamento, con i campi coltivati, lo zuccherificio, ora chiuso, il centro spaziale del Fucino della Telespazio, che è una delle principali stazioni di telecomunicazioni al mondo.

Un filmato ricorda le lotte del 1950 fatte dai contadini per ottenere l’assegnazione delle terre di Torlonia.

È riprodotta una stampa della fine del 1500 di artisti olandesi, conservata nel Metropolitan Museum of Art di New York, nella quale è raffigurato l’imperatore Claudio a cavallo che guarda la naumachia, cioè la battaglia navale che si svolse per la prima inaugurazione dell’emissario romano nel 52 d.C., donata da Francesco Proia.

Nella sala vengono proiettati, a ripetizione, testi estratti da autori latini e greci che scrissero sul Lago Fucino e sulla Marsica, ma anche brani scritti dai viaggiatori del ‘700 e dell’800 che visitarono il Lago e il territorio circostante prima, durante e dopo il suo prosciugamento.

Un altro video ricostruisce in 3D i Cunicoli di Claudio e la Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta.

Nella seconda sala del Filo dell’Acqua, la Sala del Territorio, ci sono trentasette pannelli, ognuno de quali rappresenta rispettivamente un comune della Marsica, con una brevissima descrizione e delle foto.

Sono consultabili su touch screen dei testi virtuali: uno contiene le antiche mappe raffiguranti territori abruzzesi, un altro contiene invece le stampe di Edward Lear, scrittore e illustratore inglese, che nel 1843 visitò l’Abruzzo, che all’epoca comprendeva anche il Molise e il Cicolano.

Tutte le informazioni sull’Aia dei Musei sono riportate nel catalogo di Autori vari, in vendita presso il Museo.

Il Museo è molto importante per la conoscenza della storia della Marsica, per questo viene visitato da molte scuole di ogni ordine e grado e da turisti provenienti da tutte le regioni d’Italia ed anche dall’estero. L’Aia dei Musei inoltre ospita ed organizza mostre temporanee, laboratori per bambini e ragazzi, eventi e manifestazioni sociali, culturali e artistiche.

Orario di apertura invernale da ottobre ad aprile: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, sabato dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, domenica dalle 16:00 alle 18:00, lunedì chiuso. Orario di apertura estivo da maggio a settembre: da martedì a venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, sabato dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, domenica dalle 16:00 alle 19:00, lunedì chiuso.

Per informazioni chiamare al numero telefonico 08631809821 o inviare un’e-mail all’indirizzo  info@aiadeimusei.it o consultare il sito Web del Museo sito http://www.aiadeimusei.it, sito dettagliato in tre lingue (Italiano, Inglese, Francese), che permette anche di consultare on line i pannelli informativi esposti al Museo, il catalogo del Museo e diversi testi sulla Marsica.

Fonti:

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