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VIOLENZA CONTRO LE DONNE – A CHE PUNTO SIAMO? Primo incontro a Celano il 14 di novembre con Dacia Maraini,Corrado Oddi e la Presidente del consiglio Silvia Morelli

Comunicato FIDAPA AVEZZANO

Siamo in prossimità della data del 25 novembre, che tutti ormai conosciamo per essere dedicata a iniziative diverse e molteplici per diffondere sul territorio nazionale sensibilizzazione e coscienza sullo scottante tema della violenza contro le donne.

La nostra Associazione, in qualità di Movimento di Opinione partecipato da Donne impegnate in Arti, Mestieri, Professioni e Affari, è vicina, ha condiviso e condivide molte delle iniziative organizzate sul tema e anche quest’anno la FIDAPA AVEZZANO è concentrata su più fronti ed eventi ideati a tal proposito.

Il Primo, previsto per il prossimo lunedì 14 novembre ore 10.00, ci vedrà al fianco del Comune di Celano e della sensibile e determinata Presidente del Consiglio Comunale, Dott.ssa Silvia Morelli, nostra Socia, che con l’Amministrazione Comunale darà luogo ad un evento straordinario con la partecipazione della scrittrice Dacia Maraini e dell’attore Corrado Oddi, presso l’Auditorium “E.Fermi”. Saranno presenti gli studenti di tutte le scuole di Celano, Ovindoli e Rocca Di Mezzo. Il programma sarà aperto con la proiezione del cortometraggio “Cristian e Sally”, e la presentazione di Corrado Oddi.  Seguirà un omaggio a Norma Cossetto, la studentessa di origine istriana, che nel 1945 venne torturata e uccisa dai partigiani jugoslavi per un suo presunto legame con il fascismo. In suo ricordo, lo scorso 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, presso la Sala Consiliare del Comune di Celano è stata apposta una targa commemorativa. La scrittrice Dacia Maraini, da sempre molto attenta alla condizione femminile, prendendo spunto dal tema della violenza trattato nel cortometraggio, intavolerà un dibattito con gli studenti, dando vita a un momento di riflessione e confronto su un importante problema sociale che merita la massima attenzione. Sono allarmanti i dati che arrivano dal Ministero della Salute sulla violenza contro le donne (omicidi, violenze fisiche, sessuali e psicologiche) che riportiamo a seguire e che impongono una considerazione seria e approfondita che non sia circoscritta alla data del 25 novembre “o giù di lì”:

  • Nel mondo la violenza contro le donne interessa 1 donna su 3
  • In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.
  • I dati del Report del Servizio analisi criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale aggiornato al 6 marzo 2022 evidenzia che: 
    • nel 2021 sono stati 119 gli omicidi con vittime di sesso femminile, a fronte dei 117 dello stesso periodo del 2020
    • le donne uccise in ambito familiare/affettivo nel 2021 sono state 103 a fronte delle 101 del 2020
    • le donne vittime di partner o ex partner nel 2021 sono state 70, a fronte delle 68 del 2020

La forma più triste e devastante di violenza contro le donne è il “Femminicidio”, un termine dai contorni ancora incerti: secondo l’Accademia della Crusca, il femminicidio consiste nel “provocare la morte di una donna, bambina o adulta, da parte del proprio compagno, marito, padre o di un uomo qualsiasi, in conseguenza del mancato assoggettamento fisico o psicologico della vittima”. Eppure se da una parte il Decreto Legge contro il femminicidio ha introdotto, nel 2013, una serie di misure tra cui l’aggravante della “violenza assistita” per maltrattamenti commessi davanti ai figli, “la legislazione italiana non contempla ancora una definizione di femminicidio inteso come uccisione di una donna per questioni di genere, cioè come un omicidio in cui l’appartenenza al genere femminile della vittima è causa essenziale e movente dell’omicidio stesso” (fonte Senato della Repubblica).

Siamo di fronte, ancora oggi, ad un pesante pregiudizio pervasivo, quale elemento fondante di un problema culturale serio che, partendo dall’educazione in famiglia, dal linguaggio utilizzato, dagli atteggiamenti assunti, ignora il significato profondo del “rispetto dell’altro” e ci pone tutti in una condizione di dover meglio comprendere che non possediamo diritti intoccabili su nulla e men che meno sulla vita degli altri.

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