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Marsica-Punto Pace -E’ GUERRA. Se ne vede l’ORRORE!

riceviamo da Punto Pace

La guerra è orrenda, è oscena, è assassina. Dovunque avvenga: in Africa, in Asia, in Medio Oriente o in America Latina… Gli animali non fanno ciò che sono capaci di fare gli umani. In modo dispregiativo li chiamiamo “belve”, ma gli umani ne sono l’espressione peggiore.

Ed ora stiamo arrivando agli aspetti più truci della guerra, quelli che aggiungono orrore al dolore.

Ancora una volta sul suolo europeo si ripetono le atrocità che la memoria dei campi di sterminio, delle foibe e dei lager non è riuscita ad eliminare dalla storia. Il male che scorazzava nell’Europa del XX secolo ritorna – con la stessa banalità di allora, descrittaci da Hannah Arendt – ritorna in questo inizio 2022 con altre efferatezze, sevizie, esecuzioni di massa, fosse comuni…

L’Occidente non volle credere allo sterminio degli Ebrei, dei Rom e degli omosessuali, fino alla più tragica delle evidenze. Qualcuno, oggi, mette in dubbio che le immagini riprese e documentate a più mani nei villaggi dell’Ucraina siano state create per “screditare” gli artefici di quella che al popolo russo è stata presentata come “operazione militare speciale” (eufemismo per non chiamarla “GUERRA”) anziché aggressione, invasione di uno Stato, di una nazione autonoma.

Quale ripugnanza genera l’atteggiamento dello “zar assolutista” e del suo portavoce agli esteri, affannati a denunciare gli eccidi come una montatura ucraina, senza soffermarsi nemmeno un attimo a considerare il senso delle atrocità avvenute, senza sussurrare alcuna condanna, senza alcuna assunzione di responsabilità per aver scatenato una guerra, con l’ebbrezza di sangue che essa pretende.

Dopo aver spento tutte le voci libere della Russia, chiuso giornali, radio e televisioni, minacciato e condannato giornalisti, oscurato i siti internet e i social, e dopo aver represso le proteste della cittadinanza che manifestava contro la violenta invasione del 24 febbraio scorso, come si può negare di aver dato avvio a un’avventura brutale, densa di conseguenze raccapriccianti come quelle venute alla luce nei villaggi d’Ucraina?

Sarebbe come voler negare l’uccisione dei Martiri di Capistrello, o la strage delle Fosse Ardeatine, o l’azione criminale a Sant’Anna di Stazzena, compiute dalle truppe nazifasciste…!!

Se da un lato dobbiamo tutti invocare la mediazione politica per un cessate il fuoco immediato, dobbiamo tutti contribuire a mettere in moto la “diplomazia dei popoli e della gente comune”: lo hanno fatto quei costruttori di pace che con autobus, minivan e furgoni sono partiti da Gorizia fino ad arrivare in Ucraina, non soltanto per portare beni umanitari ma per “mettersi in mezzo” (= fare mediazione) tra aggrediti e aggressori, verso il recupero di una fiducia reciproca.

In una scintilla che parte c’è già il rischio di un incendio infrenabile.

E’ l’altra faccia dell’Europa: quella dell’incontro, del dialogo, della solidarietà.

Come accadde a Serajevo, trent’anni fa, con la marcia dei cinquecento che raggiunse la città bosniaca sotto le bombe e il tiro dei cecchini… e fu tregua per alcuni giorni.

Anche la solidarietà che tutti possiamo praticare qui, dove viviamo, è “diplomazia dei popoli”: aprendo le nostre case all’accoglienza degli sfollati, condividendo ciò che abbiamo, partecipando alle iniziative e agli eventi che vogliono richiamare anche noi a combattere l’indifferenza e rimuovere le situazioni d’ingiustizia, d’intolleranza e di razzismo che pure sono davanti ai nostri occhi.

Molti ci stanno provando in Avezzano e nella Marsica: cittadini ordinari con la “Rete solidale”, il “Punto Pace”, la “Tavola della pace”, ognuno per come e quanto può, accanto a tante Amministrazioni pubbliche e alle Organizzazioni che costituiscono l’ossatura di una società nella quale sia possibile la convivenza, sia essa stessa una “convivialità delle differenze”.

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