Avezzano , Il 17 luglio prossimo, all’Orto sociale di Via Cerreto –”esplorando gli orizzonti “concreti”, ma ancora sconosciuti, delle INTELLIGENZE ARTIFICIALI proveremo a confrontarci su quell’ampiezza tematica
Share1La domanda non è più “cosa possiamo fare noi con la tecnica”, ma “cosa può fare la tecnica di noi”.
Pensieri laici e uno sguardo sul tema nell’enciclica di Papa Leone “Magnifica Humanitas”
SERATE all’ORTO SOCIALE
Scrive Roberto Mancini in “Altreconomia” (luglio 2026)
<< Chi osserva la società oggi vede la struttura di “caporalato globale”. È un meccanismo di dominio e sfruttamento che grava sulle persone e sui popoli. La forza del diritto e quel minimo di democrazia che è rimasto possono poco, al momento, per fermare quella macchina. A imporne il funzionamento concorrono le forze del capitalismo finanziario, il potere della tecnocrazia e la prepotenza dei governi egemoni in questo ordine del mondo. I miliardi di persone che vorrebbero semplicemente vivere devono obbedire a questo regime che le precarizza in ogni modo, spesso consegnandole a carestie, stravolgimenti climatici, guerre, deportazioni e remigrazioni. Adattarsi o ribellarsi ??!! Chi osa opporsi ha la sensazione di trovarsi contro il mondo intero. Chi invece si adatta ha un destino peggiore. Non parlo tanto di chi sopravvive in condizioni estreme e può solo subire, quanto di coloro che hanno una “normalità” – famiglia, casa, lavoro, reddito sufficiente, amicizie – e si sono assuefatti, cercando di conformarsi allo spirito del tempo. Osservando questi individui adattati, ci si accorge che essi perdono la loro umanità, diventando come macchine. Ascoltano sé stessi e incontrano gli altri molto poco: sentimenti e relazioni sono tra le prime vittime di questo modo di sopravvivere, Ragionano quel tanto che basta a calcolare la propria convenienza immediata. Niente pensiero critico, affettività autentica, coscienza morale, capacità di attenzione, libertà, responsabilità.
Si dice che bisogna stare attenti a non farci soppiantare dalle macchine, ma spesso siamo diventati come loro, mentre paradossalmente queste rispecchiano qualche tratto simile all’umano. È una specie di inversione per cui diventiamo noi più simili alle macchine delle macchine stesse. >>
