Perché dire NO il 23 marzo 2026 -PARTE PRIMA
Share0
Si parla di un REFERENDUM sulla “Giustizia” (cioè sul sistema di funzionamento degli Uffici giudiziari): per migliorarne l’efficienza? Per accorciare i tempi dei processi e dare certezza nell’applicazione delle leggi? Per assicurare un livello maggiore di libertà ai cittadini e alle loro esigenze di verità e di convivenza?
NO !!! Il cambiamento non riguarda la “Giustizia”: riguarda la Magistratura. Quella in atto è una riforma sulla Magistratura, non sulla Giustizia.
La legge varata dal Parlamento a colpi di “semplice” maggioranza numerica vuole cambiare la figura (il DNA) dei Magistrati, intimorire una delle tre figure che – con quella legislativa del Parlamento e quella esecutiva del Governo – deve assicurare l’equilibrio tra i tre poteri dello Stato, cioè il corretto svolgimento della vita della società, intesa come comunità di cittadini. (questo è stato il capolavoro di democrazia lasciato al popolo italiano dall’Assemblea Costituente, esattamente ottant’anni fa).
Disarticolare quell’equilibrio ed alterare i pesi e i contrappesi della bilancia istituzionale della Repubblica italiana significa provocare un terremoto nella stabilità dei poteri pubblici… e le conseguenze di un terremoto (lo sappiamo tutti) restano nel tempo, talvolta in modo irreparabile, non più in grado di ripristinare e far rivivere ciò che è stato distrutto.
Una Magistratura con meno libertà è una ferita aperta per la cittadinanza intera. Perciò non è accettabile il piano di chi vuole limitarne la funzione minandone l’autonomia e l’indipendenza, sconvolgendone l’assetto ordinamentale, organizzativo e disciplinare, provando ad assoggettarla al potere del Governo di turno.
Nel passato, qualcuno ha voluto interpretare l’intervento di alcuni Uffici giudiziari nei confronti di certi personaggi politici come un tentativo di “imbrigliare” la funzione stessa della politica. Ebbene, bisogna ricordare che essa non ha perso le sue prerogative istituzionali proprio grazie all’impianto normativo della Costituzione italiana, così come essa è posta: a fondamento dello Stato italiano.
È una Costituzione da difendere nella sua integrità e integralità, più che mai oggi mentre assistiamo allo sfaldamento di importanti garanzie democratiche e allo svuotamento di senso di alcuni fondamentali diritti individuali e collettivi.
L’importanza di dire “NO” alla legge di riforma significa sentirsi parte di una cittadinanza che ribadisce: “giù le mani dalla Costituzione italiana”.
Nei prossimi giorni questa rubrica proverà a delineare le specifiche ragioni che potranno portarci a rispondere “NO” al quesito referendario. Il giorno 3 marzo prossimo, alle ore 17.30, potremo ritrovarci nell’incontro pubblico in programma nella Sala Conferenze del Comune di Avezzano, per un dibattito civico e democratico, riassuntivo di tutte le motivazioni del “NO”.

2 comments
[…] Perché dire NO il 23 marzo 2026 -PARTE PRIMA Le ragioni del NO al prossimo Referendum-SECONDA PARTE REFERENDUM gli elettori aventi diritto che sono temporaneamente residenti all’estero possono esercitare entro il 18 febbraio 2026 l’opzione per il voto per corrispondenza Share0 previous post […]
[…] Perché dire NO il 23 marzo 2026 -PARTE PRIMA Le ragioni del NO al prossimo Referendum-SECONDA PARTE Dire NO nel referendum del 22-23 marzo prossimo non è espressione di esaltazione politica-PARTE TERZA PICCOLO VADEMECUM SULLA LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE«NORME IN MATERIA DI ORDINAMENTO GIURISDIZIONALE E DI ISTITUZIONE DELLA CORTE DISCIPLINARE» REFERENDUM gli elettori aventi diritto che sono temporaneamente residenti all’estero possono esercitare entro il 18 febbraio 2026 l’opzione per il voto per corrispondenza Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026: voto domiciliare per elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione Referendum giustizia, 5 motivi per votare No Le ragioni del NO al referendum “Critiche infondate alle toghe. La riforma dà alla politica il controllo” Share0 previous post […]