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Cese di Avezzano – Chiesa della Madonna delle Grazie

di Matteo Biancone

La chiesetta della Madonna delle Grazie che ora possiamo visitare a Cese di Avezzano è stata edificata dopo il rovinoso terremoto del 1915. Quella attuale si ritiene la ricostruzione di una vecchia chiesa con lo stesso nome, detta anche “Madonna della Rafia” per via della vicinanza al torrente omonimo, della quale non conosciamo il preciso anno di costruzione. Di questa antica chiesa si trova menzione nella documentazione relativa alla visita pastorale fatta nel 1682 da Monsignor  Francesco Berardino Corradini, che fu Vescovo della Diocesi dei Marsi dal 1680 al 1718,  il quale trovò allora la chiesa quasi diroccata.

All’inizio del XVIII secolo venne ricostruita la chiesa, che subì poi nel tempo vari danni sino al rovinoso sisma del 1915. Nel 1921 si procedette alla nuova ricostruzione della Chiesa della “Madonna delle Grazie”, quasi nello stesso luogo della chiesa distrutta. La chiesa, che ha un aspetto di cappella campestre, ha le facciate esterne in pietra. Nel 1975 la chiesa è stata consolidata con strutture portanti in cemento armato ed è stato sistemato lo spazio circostante. Nel 1985, sotto il piccolo rosone della parete frontale, è stato collocato un mosaico in ceramica, raffigurante la Madonna con il Bambino, opera di Teresa Petagine, artista e docente di ceramica nata a Ginestra (PZ) il 2.8.1961.

Due finestrelle ai lati del portone d’ingresso, il rosone e le finestre delle pareti laterali assicurano la necessaria luminosità all’interno della chiesa. All’interno, accanto alla porta, c’è un’acquasantiera in pietra scolpita a forma di conchiglia e alla base del tetto e per tutto il perimetro ci sono decorazioni con festoni dipinti, alternati da motivi floreali; anche le falde inclinate del tetto risultano decorate. Le pareti sono rivestite da una zoccolatura in pietra. Nella parete di fondo, all’interno di una nicchia, c’è l’immagine della Madonna con il Bambino Lattante. L’altare è del 1983. Questa chiesa è ritenuta dai fedeli di Cese un piccolo santuario e nel paese è nata la tradizione di tenere, nel mese di luglio, la processione per la ricorrenza della visitazione della Madonna a Santa Elisabetta.

In passato lo stendardo dedicato alla visitazione veniva portato in processione da tre donne nubili, dette “vergini”, che si vestivano di bianco, in seguito le donne venivano sorteggiate tra tutta la popolazione della parrocchia.

Come molte chiese della Marsica anche questa chiesetta, sebbene costruita nel ‘900, riporta ad antiche memorie religiose.  

Fonti:

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