NOTIZIE Sulmona

Sulmona (Aq) – “A pagare il prezzo di questa situazione sono le fasce più deboli” è quanto emerge dall’Assemblea Sindacale delle Lavoratrici e Lavoratori dei Presidi Ospedalieri Area Peligno-Sangrina tenutasi nell’Ospedale di Sulmona il giorno 30.01.2023

IL COMUNICATO

Straordinaria partecipazione alla prima Assemblea Sindacale delle Lavoratrici e Lavoratori dei Presidi Ospedalieri Area Peligno-Sangrina tenutasi nell’Ospedale di Sulmona il giorno 30.01.2023.

Le OO.SS. comunicano che è emerso in maniera netta, da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, la necessità di un cambio di passo urgente che vada nella direzione di ridare impulso alla valorizzazione delle professionalità e che ci sia un potenziamento dei servizi all’utenza restituendo centralità alla contrattazione.

Da anni, nella ASL 1 Abruzzo assistiamo ad un aumento della mobilità passiva poiché i cittadini scelgono sempre più spesso di curarsi altrove e ad un incremento delle liste d’attesa che finiscono per spostare la domanda verso le strutture private.

A pagare il prezzo di questa situazione sono le fasce più deboli che, nella situazione attuale di profonda crisi economica aggravata dall’inflazione, sempre più spesso sono costrette a rinunciare alle cure.

Fp CGIL L’Aquila, CISL Fp Abruzzo Molise, Fials e Nursind ribadiscono che la mobilitazione nasce da un profondo disagio e dalla necessità di poter riaffermare il diritto alla salute dei cittadini, rimettndo al centro i diritti e la dignità del lavoro.

Una battaglia di civiltà che nasce tra i cittadini ed i lavoratori di questa provincia affinché anche le istituzioni si facciano carico del profondo malessere che si vive nelle comunità.

Le scriventi organizzazioni sindacali comunicano che continueranno con le assemblee dei lavoratori della ASL 01 ABRUZZO per il giorno 6 febbraio dalle ore 13:00 alle ore 15:00 presso il nosocomio SS. Nicola e Filippo di Avezzano ed il giorno 8 febbraio dalle ore 13:00 alle ore 15:00 presso l’ospedale S. Salvatore di L’Aquila, nelle quali si affronteranno le numerose criticità irrisolte di interesse collettivo, tra le quali:

  • Carenza di personale: nelle unità operative si lavora con il personale strettamente necessario a garantire le urgenze, e ciò è dimostrato dal fatto che in caso di sciopero viene precettato tutto il personale in turno e che non viene rispettata la normativa sui riposi obbligatori. Le lavoratrici ed i lavoratori sono costretti a lavorare fronteggiando enormi carichi di lavoro, lavorando con spirito di sacrificio ed abnegazione, cercando di sopperire alle carenze di personale, rinunciando ai riposi settimanali e alle ferie che vengono costantemente negate per poter garantire un numero minimo di personale in servizio.
  • Nonostante sia vigente e fruibile una graduatoria concorsuale per Operatori Socio Sanitari, lo scorrimento della stessa procede molto a rilento con le conseguenze che tutti possono immaginare.
  • Buoni pasto: adeguare l’erogazione alla sentenza della Corte di Cassazione, ad oggi, infatti, non solo il personale di cui alla citata sentenza non vede loro riconosciuto quanto spettante, ma anche i lavoratori che in precedenza beneficiavano del buono mensa hanno subito un’immotivata battuta d’arresto tant’è che, l’erogazione nei loro confronti sarebbe riferita alla mensilità di maggio 2022.
  • Incarichi di funzione: occorre fare chiarezza sulla delibera n. 2042 e sul rispetto del nuovo CCNL.
  • Mobilità interna: i lavoratori necessitano di regole chiare e condivise sugli spostamenti interni del personale. Negli ultimi anni si è assistito a trasferimenti di lavoratori da un’unità operativa all’altra o da un presidio ospedaliero all’altro senza che esista un regolamento ad hoc basato su criteri oggettivi, pertanto alcuni lavoratori che avevano presentato domanda di trasferimento si sono visti scavalcati da neoassunti senza una legittima motivazione.
  • Pagamento prestazioni aggiuntive: gli operatori che per fronteggiare la carenza di personale ed i ritardi accumulati nell’erogazione delle prestazioni a causa della pandemia da covid19 hanno fornito la loro disponibilità ad effettuare prestazioni aggiuntive all’orario di servizio, anche per abbattere le liste d’attesa, rinunciando, peraltro, al loro tempo libero ma ancora non vedono remunerato il loro lavoro. Tutto il personale è ancora in attesa che venga erogata la produttività dell’anno 2021 già esaminata in contrattazione decentrata e che venga negoziata la produttività 2022.
  • Stabilizzazioni: i dipendenti che hanno contribuito a fronteggiare sia l’emergenza COVID che la carenza di di personale e che, avendo raggiunto i requisiti di Legge per la stabilizzazione, ed avendo risposto a specifici bandi pubblicati dalla ASL, sono ancora in attesa, da mesi, della trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

I lavoratori della ASL 01 Abruzzo sono gli stessi che il 6 aprile 2009, si sono recati sul posto di lavoro, lasciando le loro famiglie senza sapere quali fossero le loro condizioni o il loro destino, sono coloro chenel 2012 hanno lavorato per più giorni consecutivi per garantire i servizi mentre tutta la provincia era bloccata dall’improvvisa nevicata.

Sono quelli chedurante la pandemia hanno fronteggiato l’emergenza inizialmente con pochi o nessun dispositivo di protezione individuale effettuando turni di lavoro massacranti rischiando la propria vita e quella dei loro familiari.

I lavoratori della ASL 01 Abruzzo sono gli stessi che quotidianamente affrontano la carenza di posti letto e di materiali generata da anni di tagli economici, cercando di erogare una sanità proporzionata ad un paese come l’Italia.

La presente iniziativa non vuole essere una mera elencazione delle criticità esistenti, piuttosto mira alla sensibilizzazione delle Istituzioni (siamo sempre in attesa che il presidente del Comitato ristretto dei Sindaci si degni di ascoltarci) e della dirigenza della ASL.

A tal proposito non possiamo fare a meno di stigmatizzare quanto accaduto nell’Assemblea indetta presso il P.O. di Sulmona, per la quale, le scriventi Organizzazioni Sindacali, avevano chiesto, come previsto dalla vigente normativa, che la ASL mettesse a disposizione “idonei spazi” per lo svolgimento della stessa.

Orbene, gli spazi ritenuti “idonei” dalla ASL si sono palesati in una ex stanza di degenza della vecchia Ala di circa 15 mq, senza sedie e senza la possibilità di mantenere un minimo distanziamento, infatti la stragrande maggioranza del personale ha potuto partecipare solo rimanendo all’esterno.

Il senso della misura e dell’attenzione che viene posta nei confronti del personale e della loro sicurezza emerge anche da quanto sta avvenendo nei locali della “Palazzina De Chellis” e quella dei “Comboniani “ dove il personale in questi giorni è costretto a lavorare con temperature tra gli 8 ed i 13 gradi centigradi.

Cogliamo infine l’occasione per rispondere alla uil fpl dell’Aquila, che, alcuni giorni fa, in una nota riportata dalla stampa locale, nell’annunciare vari proclami, ha dichiarato che “…Non riusciamo davvero a comprendere l’agitazione espressa da una parte della politica e da alcune organizzazioni sindacali riguardo l’attribuzione degli incarichi di coordinamento che è invece un fatto di grande rilevanza perché restituisce legittimità a un ruolo importantissimo all’interno dell’azienda sanitaria.”

In merito all’erogazione dei buoni pasto, la nostra posizione è chiara: va recepita la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, senza se e senza ma! Ma ciò che non è chiaro, e che quindi è necessario capire, è se ci sia stato o meno un accordo da parte della Direzione Generale (che invitiamo a riferire pubblicamente) solo con una sigla sindacale, e in questo caso si configurerebbe una condotta antisindacale, ovvero, in caso contrario, se quanto dichiarato non corrisponda al vero.

Per quanto concerne, invece, le dichiarazioni sugli incarichi di funzione, sorprende, ma nemmeno più di tanto, il fatto che un sindacato che, a livello nazionale, sottoscrive un contratto collettivo lo disconosca a livello territoriale… Quale potrà mai essere il fine e la motivazione?

Siamo assolutamente convinti dell’importanza che ha, a livello organizzativo e professionale, l’attribuzione degli incarichi, ed è per questo motivo che, come sempre, riteniamo che tale conferimento venga attribuito nel rispetto delle regole che, qualora non comprese, siamo disponibili a spiegare.

    FP CGIL L’AQUILA       CISL FP ABRUZZO MOLISE          FIALS    L’AQUILA                NURSIND L’AQUILA

Anthony PASQUALONE                 Marcello FERRETTI                    Simone TEMPESTA     Antonio SANTILLI             

                                  Orazio SOCCORSI

01.02.2023

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